Tsipras in totale confusione (e Varoufakis è mica scemo)

A questo punto non ha più chiaro nemmeno lui perché ha indetto il referendum, il povero Tsipras è in totale confusione e naturalmente il risultato è che confonde anche i suoi elettori che non sanno più se al referendum debbano votare NO oppure SI’.

Nel momento il cui il Premier greco aveva indetto il referendum, invitando a votare per il NO, sembrava chiara una cosa: se avesse vinto il NO la Grecia avrebbe dovuto interrompere i negoziati con l’Ue, l’attuale Governo greco, dopo quella elettorale, avrebbe avuto un’altra legittimazione popolare, ma, chiaramente, Tsipras avrebbe anche dovuto intraprendere il cammino che avrebbe portato, con i tempi tecnici necessari, la Grecia fuori dall’euro.

Qualora, invece, avesse vinto il SI’, ovviamente, l’attuale esecutivo avrebbe perso di fatto la legittimazione popolare, Tsipras, prendendone atto, avrebbe dovuto rassegnare le proprie dimissioni e l’Europa avrebbe di fatto “congelato” il negoziato in attesa della nomina, da parte del popolo greco, di un proprio nuovo rappresentante che si sarebbe dovuto sedere al tavolo del negoziato.

Gli sviluppi dell’ultima ora, però, scombussolano anche queste poche certezze, e la vicenda da ingarbugliata è diventata così caotica al punto che anche i più fedeli seguaci di Tsipras non sanno al momento cosa devono votare.

Tsipras infatti, per non rimangiarsi tutto, invita ancora i greci a votare NO, ma non per rifiutare le proposte avanzate dall’Unione europea, bensì per tornare al tavolo del negoziato e sostanzialmente accettarle con qualche piccola modifica. Ma a questo punto non si capisce affatto perché sia stato proprio lui ad alzarsi ed andarsene dal tavolo del negoziato abbandonando gli altri leaders europei.

La situazione è quasi paradossale sembra infatti che sia del tutto indifferente, al lato pratico, che a prevalere siano i SI’ oppure i NO, comunque vada si tornerà a trattare sulla base della proposta dell’Unione europea cambiando qualche virgola proprio per non far fare la figura del burattino a Tsipras.

Pare proprio che le cose siano in questi termini, almeno sentendo le ultime notizie, secondo le quali Varoufakis avrebbe dichiarato di essere intenzionato a rimettere il proprio mandato qualora al referendum dovesse prevalere il SI’.

Probabilmente Varoufakis magari si è anche stancato di fare la “figura del cioccolataio”, ma soprattutto sa, o spera in cuor suo, che vincano i SI’. In questo modo, elegantemente, si toglie dalle scatole dalla politica, ed oltre a tornare a fare il professore, dopo questa straordinaria popolarità a livello planetario, chissà come verrà conteso a suon di centinaia di migliaia di dollari dalle televisioni di tutto il mondo.

Per non parlare dei cachet che incasserà partecipando a quei “Forum” di economia e finanza che vengono organizzati nelle località più esclusive in tutto il mondo per spillare soldi a quei gonzi disposti a pagare migliaia di dollari per ad andare a sentire aria fritta da personaggi Vip, come ad esempio i vari Clinton, Bernanke o Roubini.

Quindi è molto probabile che Varoufakis, intenda sfruttare tutta questa straordinaria popolarità mediatica che lo ha investito, diventando multimilionario (in dollari), alla faccia del popolo greco ridotto alla fame.

Giancarlo Marcotti

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