Porto Rico, il collasso da 72 miliardi della « Grecia americana». S&P: default inevitabile

di Marco Valsania

Da Il sole 24 ore

(AnsaAp)

NEW YORK - È la Grecia americana. Porto Rico ha minacciato di dichiarare il proprio default: il governatore del territorio in regime di Commonwealth, il mai accettato 51esimo “stato” dell'Unione, ha fatto sapere di non essere più grado di onorare debiti che hanno ormai superato i 72 miliardi di dollari. Questo debito, ha detto Alejandro Garcia Padilla, semplicemente «non è ripagabile»; è una questione, ha aggiunto, «non di politica ma di matematica».

Il governatore ha chiesto aiuto, ai creditori e a Washington. Ma almeno dal governo federale e dal Congresso è arrivato un secco no. «Nessuno sta contemplando un salvataggio federale di Porto Rico», ha detto il portavoce della Casa Bianca Joshn Earnest.

Immediata la reazione delle agenzie di rating. Standard & Poor’s ha abbassato il rating sovrano di Portorico da Ccc+ a Ccc-. Secondo S&P a questo punto il default di Portorico appare «inevitabile» entro i prossimi sei mesi. Il 1° luglio scade il termine per il pagamento del fornitore di energia del Paese, al quale l’ente statale energetico, il Prepa, deve 400 milioni di dollari. Un debito che quasi certamente non potrà saldare.

Non sarà affatto facile, però, per operatori e policymaker ignorare del tutto una debacle. I creditori sono un variegato e vasto universo di fondi pensione e hedge fund. E un disordinato collasso di Porto Rico rischia di scuotere nel profondo l'intero grande mercato dei bond municipali e locali, utilizzati da stati e enti americani per finanziare progetti essenziali che vanno dalle scuole alle strade e finora considerato tra i più sicuri. Il dramma dell'isola rappresenterebbe un nuovo nadir per i municipal bond dopo le bancarotte dichiarate da Detroit e da alcune più piccole città californiane.

Il fardello del debito è diventato insostenibile perché, se è la metà di quello di un altro stato fortemente indebitato, la California, Porto Rico ha solo un decimo della popolazione. Vale a dire che ognuno dei suoi 3,7 milioni di residenti ha una cambiale da 20.000 dollari sulla testa, un record assoluto tra gli stati americani. In termini di proporzioni con l'economia, ormai in recessione dal 2007, l'indebitamento rappresenta il 70% del Pil dell'isola.

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