L′Eldorado degli Anunnaki

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il Nuovo Mondo Postdiluviano

Quando gli Anunnaki, guidati da Ea/Enki, discesero sulla terra per estrarre l’oro necessario a proteggere l’atmosfera del loro pianeta (e in questo caso mi vengono in mente gli scempi fatti nei nostri cieli con la geo-ingegneria), per proteggere l’atmosfera del loro pianeta, avevano programmato di estrarlo dalle acque del Golfo Persico.

Quando Enki si rese conto delle quantità estratte, si rese subito conto che non era a sufficienza, allora, ha spostato le operazioni di estrazione nell’Africa Sudorientale dando il via alla fusione e raffinazione del nobile metallo, questo avvenne nell’E.DIN, la futura Sumer.

Da cinquanta Anunnaki scesi sulla Terra all’inizio, aumento fino a seicento, gli altri Igigi rimasero in orbita a bordo delle navicelle che fungevano da “traghetto”, facendo spola dalla Terra a Marte, da dove era più facile raggiungere il loro pianeta Nibiru.

Il fratellastro di Enki, “Enlil”, rivale nella successione al comando, gli venne affidato da Anu (suo padre) il comando delle operazioni. Oltre all’antagonismo dei due fratellastri per la supremazia sulla Terra, si è inserito un altro elemento di destabilizzazione, l’ammutinamento degli estrattori dell’oro Anunnaki.

Enki, luminare scienziato in biologia e genetica, suggerì di creare un “Lavoratore Primitivo”; questo progetto venne portato a termine elevando geneticamente un ominide, già presente sulla terra. Nella “Genesi 6″ fa riferimento a questo incredibile avvenimento con queste parole: <<videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero>>. Questo fatto, contro il volere di Enlil e Anu, fu disatteso proprio da Enki e suo figlio Marduk primogenito.

Enlil, disgustato da questo tabù infranto dal fratellastro Enki, sapeva che il passaggio di Nibiru avrebbe causato una catastrofe sulla Terra e che sarebbe stata inondata da un Diluvio senza precedenti; fu in quella occasione che decise di non rivelare agli umani quello che stava succedendo e infuriato disse: << Che i Terrestri periscano per i loro abomini >>.

Enki il genetista del genere umano, non voleva vedere la sua opera perire e, così mando a monte il piano del fratellastro (da notare come la storia e le rivalità si ripetano tra fratellastri; chi ha letto la Bibbia, saprà che Ismaele fu il primogenito di Abramo ma non della stessa madre Sarai, pertanto il fratellastro primogenito in successione ereditaria era Isacco figlio diretto di madre e padre), incaricando Noè (Utnapishtin/Ziusudra) di salvare il genere umano e altre forme di vita biologica.

L’umanità sopravvisse, proliferò e, con il trascorrere del tempo, le venne concessa la civiltà.

Il disastro del Diluvio spazzo letteralmente gran parte della terra, inondando anche le miniere d’oro in Africa, le acque impetuose portarono alla luce una grande vena del prezioso metallo nelle Ande, in Sud America, consentendo agli Anunnaki di estrarre con facilità maggiore quantità d’oro, senza più bisogno di fonderlo e raffinarlo.

L’oro del giacimento alluvionale – pepite di oro purissimo – rotolava giù sui fianchi della montagna: bisognava solo setacciarlo e raccoglierlo. Questa agevolazione ha consentito anche la riduzione di Anunnaki sul nostro pianeta.

Anu, (il sovrano di Nibiru) fece visita alla terra intorno al 4000 a.C. Anu e Antu sua moglie (madre di Enlil ma non di Enki), si recarono nel paese dove fu scoperto l’oro dopo il Diluvio sulle sponde del lago Titicaca e contestualmente venne ridotto il numero di Nibiruani sulla terra.

Questa visita dei sovrani di Nibiru fu anche l’occasione di rappacificare i due fratelli rivali, sancendo così la pace tra i due clan. Ma mentre Enki ed Enlil accettarono di buon grado le divisioni territoriali sancite dall’accordo, Marduk (il primogenito di Enki) non rinunciò mai alla lotta per la supremazia sulla Terra, che includeva anche gli antichi siti legati allo spazio prima del Diluvio.

Fu allora che gli Enliliti iniziarono a costruire porti spaziali alternativi in Sud america. Quando, nel 2024 a.C., il porto spaziale antidiluviano nel Sinai venne annientato dall’olocausto nucleare (vedi “Guerre Atomiche al tempo degli Dei“) le istallazioni in Sud America rimasero le uniche nelle mani degli Enliliti.

E così, quando i leader Anunnaki, frustrati e disgustati decisero che era tempo di lasciare il pianeta Terra, alcuni poterono usare il Luogo dell’Atterraggio; altri, forse portandosi dietro un ultimo grande carico d’oro, dovettero usare i porti spaziali del, Sud America nei pressi del luogo in cui avevano soggiornato Anu e Antu durante la loro visita.

Come citato in precedenza il luogo – ora chiamato – Puma Punku – si trova a poca distanza dal lago Titicaca (che si estende fra Perù e Bolivia). Il livello di questo lago si è ridotto, quindi, nell’antichità, Puma Punku – con le sue attrezzature portuali – si trovava proprio sulla costa meridionale del lago.

I suoi resti più importanti sono composti da quattro strutture collassate, ciascuna formata da un singolo masso gigantesco, (vedi immagine sotto). Inizialmente ciascuna di queste serie di camere era completamente rivestita di lamine d’oro, tenute in posa da chiodi anch’essi d’oro: un tesoro di grande valore saccheggiato dagli Spagnoli allorché giunsero in quelle terre nel XVI secolo.

 

Resta il mistero di come furono ricavate dalla pietra queste abitazioni, che mostrano tagli e incisioni così perfetti e, di come furono portate fin lì quattro rocce enormi. Ma i misteri non finiscono qui. I reperti archeologici venuti alla luce in questo sito, includono anche un numero considerevole di blocchi di pietra, tagliati, scanalati, angolati, ai quali è stata data una forma ben precisa, (vedi immagine sotto).

Non c’è bisogno di una laurea in ingegneria per rendersi conto che queste pietre sono state tagliate, perforate e modellate da qualcuno in possesso di eccezionale know-how tecnico e attrezzature sofisticate; a dire il vero ci chiediamo se sia possibile oggi eseguire queste stesse lavorazioni. 

Puma Punku

La questione si complica quando ci si domanda a cosa servissero e il mistero della finalità di queste meraviglie tecnologiche: avevano una funzione che ci rimane oscura, tuttavia estremamente sofisticata. Se servivano come stampi per costruire strumenti complessi, quali erano – e a chi appartenevano?

Il primo pensiero corre senza dubbio agli Anunnaki: solo loro possedevano la tecnologia necessaria per fare questi “stampi” e per usarli o per usarne i prodotti finiti. La base degli Anunnaki si trovava ad alcuni chilometri all’interno del paese, in un sito conosciuto come Tiwanaku (in precedenza Tiahuanaku), che fa parte della Bolivia.

Il Trilithon di Baalbek 1200 tonnellate

 

Uno dei primi europei a raggiungerlo nel secolo scorso George Squier che, nel suo libro Perù  Illustrated, descrisse il luogo come la “BaaLbek del Nuovo mondo” – un paragone più appropriato e calzante di quanto non immaginasse.

Prosa tratta dalla mie letture:

“Il Giorno degli Dei” 

dello scomparso Zacharia Sitchin

Fonti
wlady

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