Grecia: oggi le comiche! Adesso anche il referendum

Se qualcuno si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere di ancor più ridicolo nella farsa del negoziato fra Unione europea e Grecia, ora ha la risposta: il referendum!

Veramente non esistono più aggettivi per definire quel che sta accadendo, da una parte e dall’altra. Abbiamo usato termini come “ridicoli”, “inetti”, “incapaci” per descrivere gli attori di questa comica, ma veramente ogni giorno che passa scopriamo che occorrerebbe coniarne di nuovi, e non è facile.

Dunque, da anni siamo al “momento decisivo”, “all’ultimo appello”, “all’ora o mai più” e non è stato fatto altro che procrastinare i problemi facendoli diventare sempre più gravi.

Ed ora che siamo arrivati all’ultimo, dell’ultimo, dell’ultimissimo momento, l’Unione europea cosa fa? Propone di rimandare di altri cinque mesi!

Già questa era una proposta assurda, perché dopo che era stato ribadito a più riprese che non era più possibile rimandare una decisione, proporre la superennesima proroga sembrava “inconcepibile”, ma non avevamo ancora toccato il fondo, perché la risposta dei greci ha del “surreale”:

Indire un REFERENDUM che avrebbe lo scopo di lasciar decidere al popolo se accettare o meno le richieste dell’Unione europea.

Ponzio Pilato, al confronto di Tsipras e Varoufakis, era un uomo di polso, un decisionista!!!

Naturalmente soltanto formulare il quesito al quale i greci dovranno rispondere con un SI’ o con un NO, sarò un’impresa titanica, cosa ci dovrà essere scritto su quella scheda? Perché presumo che un trattato che abbia lo scopo di salvare un intero Paese dalla bancarotta sia estremamente complesso e si possa ipotizzare sia racchiuso in un corposo fascicolo pieno zeppo di norme, regole e disposizioni di non facile comprensione per una larga fascia di popolazione.

Ed inoltre si parla come data di domenica 5 luglio, ma di quale anno? Come sarebbe possibile infatti riuscire a stampare tutte le schede ed organizzare tutti i seggi in così pochi giorni? Sembra di vivere nel mondo dell’assurdo.

A questo punto, inoltre, ci si può anche chiedere perché siano state fatte delle elezioni in Grecia se chi ha avuto il consenso popolare non sa neppure prendersi l’onere di una decisione, se è letteralmente terrorizzato dalle responsabilità che si è ritrovato ad assumere dopo il voto.

Ed ecco infine che i media nazionali ci informano, corredando gli articoli con eloquenti fotografie, di lunghe code che si sono formate ai bancomat.

La domanda da porsi, però, è: visto che sono mesi che ce la stanno menando con queste file ai bancomat, e con una popolazione praticamente alla fame, ma come fanno i greci ad aver ancora qualcosa depositato sui propri conti correnti? Non li hanno ancora azzerati? Non hanno già messo tutti i loro euro sotto il materasso?

Ed infine dato che ora tutti temono ripercussioni eclatanti il Vice Premier si è affrettato a dire che “non chiuderanno le banche lunedì e non saranno introdotti controlli sui capitali. I contanti ci saranno”.

Certo!!! Nessuno lo avrebbe messo in dubbio, per quello, la “tipografia Bce”, lavora a pieno ritmo.

Giancarlo Marcotti

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