Euro, disinnescarlo prima che esploda

Nel mio articolo pubblicato ieri, dal titolo “Si può uscire dall’euro senza che si scateni una guerra?” mettevo in evidenza come il Presidente della Bce fosse già stato chiaro tre anni or sono, ed abbia anche ribadito di recente, che dall’euro “non si torna”, anzi!

Draghi ha annunciato la futura nascita di nuovi “organismi sovranazionali” funzionali all’obiettivo finale, ossia un’unione a livello continentale, non solo monetaria e commerciale, ma “di bilancio, finanziaria e politica”.

Operazione che, senza esagerare, si dovrebbe definire “titanica”. Come mettiamo assieme infatti un numero così elevato di popolazioni diverse, che parlano lingue diverse, che hanno culture diverse e che storicamente non sono mai stati uniti, nemmeno ai tempi dei romani.

Ammesso e non concesso che si possa arrivare a costruire gli Stati uniti d’Europa, quanto tempo passerebbe prima che si manifestino forti rivendicazioni autonomiste? Diciamo … cinque minuti?

Ma dai! Ancora oggi a distanza di oltre mille anni, nell’insignificante Belgio, la convivenza fra fiamminghi e valloni è un problema irrisolto, in ogni Stato nazionale sono sempre più forti le spinte indipendentiste che in taluni casi assumono anche caratteri violenti, ed in questo contesto qualcuno ha l’illusione che si possa soltanto ipotizzare una Europa unita con un unico Governo centrale?

Ma se l’Europa non ha senso, allora non ha senso l’euro!

Come ho ribadito sempre: UNO STATO, UNA MONETA!

Su questo non si transige. Ma a questo punto occorre smantellare, ed il più in fretta possibile, la moneta unica, anche se la cosa sarà tutt’altro che semplice, non tanto perché dovremmo licenziare un bel po’ di burocrati, quello è proprio il meno, il problema cardine, invece, è il bilancio della BCE che si sta gonfiando a dismisura, già ora ha raggiunto cifre iperboliche ed ogni mese si gonfia!!!

Se ci fermiamo per un solo momento e riflettiamo su questo problema è immediato arrivare alla conclusione che già oggi abbiamo in mano un ordigno nucleare e non sappiamo come disinnescarlo.

Soluzioni su come “dividerci” l’immenso debito che ha la Bce non ce ne sono, ovviamente ci vuole il buonsenso e la volontà di trovare un accordo fra i vari Stati, ma certamente il primo passo da fare è fermare questa voragine prima che “il problema euro” ci scoppi fra le mani.

Giancarlo Marcotti

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