Wall Street, il cinismo vince sempre

Wall Street, il cinismo vince sempre

I comportamenti illeciti? Sono più regola che eccezione. E, di certo, suscitano ancora una forte attrazione – problemi di deterrenza a parte – tra i grandi operatori finanziari. Lo segnala il Guardian citando i risultati di uno studio realizzato dalla University of Notre Dame in collaborazione con lo studio legale Labaton Sucharow. L’indagine, condotta su un campione di 1.200 broker attivi “su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha fornito un esito per certi versi sorprendente. Quasi la metà degli interpellati, ricorda infatti il quotidiano britannico, ha affermato di credere che i propri concorrenti abbiano messo in pratica con ogni probabilità comportamenti illeciti. Tra i manager di alto reddito (con entrate annuali superiori al mezzo milione di dollari) quasi un terzo ha affermato di aver messo in pratica o di aver assistito ad operazioni scorrette sul posto di lavoro.

Nella stessa indagine, nota il quotidiano britannico, quasi un quinto degli intervistati ha affermato che la messa in atto di comportamenti illeciti può essere necessaria, a volte, per garantire il successo sul lavoro. La confidenza espressa da una quota rilevante degli interpellati nei confronti delle attività illegali, evidenzia ancora il Guardian, rischierebbe di minare l’efficacia delle strategie dei regolatori che, dopo lo scoppio della crisi, hanno tentato di incentivare le soffiate. Il 37% degli intervistati ha affermato di non essere a conoscenza dei programmi di protezione e immunità promossi dalla SEC per la tutela degli informatori mentre oltre un quarto degli interpellati (il 28%) nella categoria ad alto reddito ha ammesso l’esistenza di linee guida interne nelle loro compagnie che vietano ai dipendenti di denunciare alle autorità possibili comportamenti illeciti.

Foto: JSquish (Wikimedia Commons)

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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