Prescrizione delle bollette casa: cosa fare

Prescrizione delle bollette casa: cosa fare

Quando si parla di prescrizione bollette e, in particolare, di prescrizione bollette non pagate, i dubbi sono sempre numerosi.

  • Cosa fare in caso di bollette in prescrizione?
  • Cosa s’intende esattamente per prescrizione?
  • Quando si è tenuti a pagare e quando, invece, è giusto opporsi e far valere i propri diritti?

Questa guida cerca di dare risposta agli interrogativi più comuni sull’argomento.

Prescrizione e decadenza: differenze

Secondo l’art. 2934 del Codice Civile “Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge” (per effetto dell’inerzia o del non uso da parte del titolare stesso). Ciò accade, ad esempio, se il fornitore del servizio (di acqua, telefonia, luce e gas…) dimentica di effettuare la lettura del contatore e di inviare la bolletta.

La prescrizione, però, non opera automaticamente, ma solo se opposta dalla parte interessata: “Il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione non opposta” (art.2938). Ciò significa che bisogna contestare attivamente per farla valere, avendo ben presenti i termini di prescrizione bollette e mostrando tutta la documentazione utile a tale scopo.

La decadenza, come la prescrizione, è un istituto giuridico collegato al decorso del tempo e riguarda la perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di una determinata attività nel termine perentorio previsto dalla legge (artt. 2964 e ss. del Codice Civile). In pratica, non possono essere applicate né la sospensione né l’interruzione della prescrizione.

Sospensione della prescrizione ⇒quando l’inerzia del titolare è giustificata, perché è impossibile o difficile l’esercizio del diritto

Interruzione della prescrizione ⇒quando l’inerzia viene a mancare, in quanto il titolare compie un atto con cui esercita concretamente il suo diritto

Dopo quanto tempo un diritto cade in prescrizione?

La prescrizione ordinaria si realizza con il decorso di 10 anni ed è applicabile in tutti i casi in cui la legge non dispone diversamente (art. 2946). Le prescrizioni brevi, invece, si realizzano con il decorso di un tempo più breve di 10 anni: è questo il caso che ci interessa da vicino, in quanto la prescrizione bollette per le utenze domestiche si attiva trascorsi 5 anni dalla data di scadenza del pagamento (in caso di controversia il termine per la prescrizione è di 10 anni).

Le bollette, infatti, rientrano nei casi stabiliti dall’art. 2948 n. 4 del Codice Civile (pagamenti da effettuarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi). È importante, quindi, conservare le ricevute di pagamento per almeno 5 anni, così da far valere i propri diritti in caso di avvenuta prescrizione. Molti studi legali addirittura suggeriscono, a titolo cautelativo, di custodire i documenti anche 1 o 2 anni in più perché eventuali condoni, sanatorie e sentenze possono allungare i termini ufficiali.

Prescrizione bollette: quando pagare, quando difendersi

Avere ben chiaro quando una bolletta cade in prescrizione aiuta a distinguere i casi in cui:

  1. un sollecito di pagamento sia legittimo (ad esempio se una fattura di conguaglio viene inviata entro i 5 anni previsti)
  2. un sollecito sia ingiusto, perché già decorso il quinquennio.

Nel primo caso, l’utente dovrà pagare, ma potrà usufruire della rateizzazione dell’importo, a condizione che lo richieda prima della scadenza della bolletta stessa. Nel secondo caso, l’utente non sarà tenuto a pagare e la società fornitrice non potrà interrompere la fornitura del servizio in oggetto “per morosità”.

La prescrizione bollette non pagate è un argomento che interessa tantissimi consumatori, spesso tormentati da solleciti continui anche da parte delle società di recupero crediti, che spesso subentrano alla ditta titolare creando non pochi problemi.Conoscere i propri diritti è essenziale. Ricordiamo, a tal proposito, alcune cose:

  1. la società di recupero deve sempre specificare per conto di chi e per quale credito sta chiamando
  2. l’operatore deve fornire il proprio nome e la denominazione della società di recupero
  3. meglio diffidare se il numero telefonico della società chiamante non è visibile
  4. per bollette telefoniche, bollette acqua, luce o gas non è prevista alcuna segnalazione alle banche dati d’informazioni creditizie (può accadere solo se il debito è contratto con una banca o una finanziaria).

I solleciti di pagamento generano sempre preoccupazione e, a volte, si rischia di rimanere vittime di truffe e violazioni della privacy. Non solo, fate attenzione anche agli errori compiuti in buona fede (e figli della disattenzione): chi paga spontaneamente un debito ormai prescritto, non potrà più chiedere la restituzione di quanto versato!

Art. 2940. Pagamento del debito prescritto – Non è ammessa la ripetizione di ciò che è stato spontaneamente pagato in adempimento di un debito prescritto.

Contestare una bolletta

Per contestare una bolletta è sempre bene inoltrare una raccomandata A/R o utilizzare la PEC (Posta Elettronica Certificata), spiegando i motivi del reclamo e allegando fotocopia del documento d’identità, della ricevuta di pagamento o delle fatture ricevute fuori termine.

In mancanza di una risposta dell’azienda erogatrice del servizio o, almeno, di una risposta soddisfacente, l’utente può affidarsi ad un’Associazione Consumatori (senza l’intervento di un legale), rivolgersi all’Autorità Garante competente (per le Telecomunicazioni, ad esempio) o, infine, proporre ricorso al Giudice di Pace.

CHIARA CASABLANCA

Comunicatrice sociale, copywriter e digital PR freelance. Sempre in cerca di risorse utili e low cost per facilitare la vita quotidiana, online è @chicasablan.

http://www.6sicuro.it/bollette/prescrizione-bollette

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