Non è proprio garbata … la Garbatella

Non è proprio garbata … la Garbatella

Solo in Italia. Soltanto in Italia possono accadere certe cose. La questura (LA QUESTURA!!!) cioè l’ufficio della Polizia di Stato il cui compito primario è il mantenimento dell’ordine pubblico … sconsiglia … anzi, vieta (VIETA) ad un Parlamentare della Repubblica di andare in un quartiere di Roma (DELLA CAPITALE!!!) perché … troppo pericoloso (TROPPO PERICOLOSO!!!).

Siamo alla follia pura.

Il Parlamentare della Repubblica è Matteo Salvini, leader di quello che ormai, a detta di tutti, è il terzo partito più votato in Italia, la Lega Nord; il quartiere di Roma in questione è la Garbatella.

L’eventuale visita a Roma di Salvini, impegnato in alcuni incontri promossi dai movimenti che sostengono la lista “Noi con Salvini”, è probabile quindi che venga limitata ad un intervento al Teatro Brancaccio nel quartiere dell’Esquilino.

Gli abitanti della Garbatella, i simpatizzanti di Sel ed i frequentatori dei Centri Sociali sarebbero già “in allerta” e pronti all’eventualità che Salvini, nonostante gli “Alt” della Questura volesse visitare il quartiere “rosso”.

Ora, già questo è di una gravità inaudita, cioè ritenere normale che per un problema di “sicurezza” un Parlamentare non possa visitare quartieri della Capitale è semplicemente assurdo. L’Italia come il Messico? Là zone del Paese sono off-limits per i politici, soprattutto di alcuni partiti, dato che sono territori completamente in mano ai narcotrafficanti ed alla malavita, mentre da noi interi quartieri sono in mano ai Centri Sociali?

Ma siamo impazziti?

Purtroppo però c’è di peggio. I “Collettivi” hanno prodotto un video nel quale “regista e primattore” è Claudio Amendola, per invitare Salvini a “starsene alla larga”. Claudio Amendola, come tutti sapete è il protagonista di una serie Tv proprio ambientata alla Garbatella, mandata in onda sulle reti Mediaset per diversi anni ed ora sospesa per i bassi ascolti registrati nell’ultima serie.

Ci verrebbe da chiedere: “A Claudio (Amendola), ma tutti i soldi (o sordi) che hai preso da Berlusconi, da quel porco di Berlusconi che oltre ad essere un immondo condannato per reati infamanti ha pure governato per anni il nostro Paese assieme a quei luridi razzisti della Lega Nord. Ebbene Claudio, ma quando prendevi quei soldi da Berlusconi (e chissà quanti saranno stati) non sentivi l’odore? Non sentivi che puzzavano di razzismo? Non ti sei inzaccherato le mani tanto erano sporchi? No? Quando te li sei presi e te li sei messi sul conto corrente … non ti sei sentito un verme?

Macché!

Al solito però, il peggio viene “dall’informazione”, dalla stampa nazionale.

Chi guarda il video non può non accorgersi che oltre alle allusioni, ai doppi sensi, alle “velate” minacce, e quindi all’uso del classico linguaggio mafioso, c’è un paradosso GIGANTESCO. Salvini viene inviato a non permettersi di entrare nella Garbatella perché è un razzista, mentre “questo quartiere ha un’identità aperta, accogliente, inclusiva”.

Per fortuna! Se non avessero una identità aperta accogliente ed inclusiva cosa accadrebbe a chi non la pensa come loro?

Ebbene comunque non solo “Il Messaggero” che viene letto solo dai romani, e quindi necessariamente di parte, non ha fatto rilevare questa GIGANTESCA contraddizione, ma neppure tutti gli altri giornali (Repubblica, Corriere della Sera e porcheria simile).

Anzi di più!

Il video intimidatorio, presentato dal Messaggero come un “simpatico video di non benvenuto” non viene stigmatizzato nemmeno dal Corriere della Sera (ma quanto è caduto in basso questo giornale) che anzi usa aggettivi accattivanti, come“ironico e canzonatorio”.

Salvini, tu non sei libero di passeggiare per le strade della Capitale d’Italia, ma questa è una cosa “da ridere” per coloro che detengono il potere della “disinformazione”. Peccato, e questa è la cosa più amara, che gli italiani, nella loro maggioranza, non si rendano conto di quanto gravi siano vicende come questa.

Giancarlo Marcotti

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