Migranti: Renzi trattato a pesci in faccia dall’Unione europea

Migranti: Renzi trattato a pesci in faccia dall’Unione europea

Di “Unione” ormai ha solo il nome. L’Unione europea è una specie di Armata Brancaleone, un gruppo di Paesi allo sbando che nulla hanno in comune e l’ennesima riprova si è avuto ora con la questione dei migranti che a centinaia di migliaia sbarcano sulle nostre coste.

Non sapendo dove sbattere la testa (anche perché questo problema rischia di fargli perdere un bel po’ di voti) il nostro Premier ha annunciato in pompa magna che sarebbe andato “in Europa” a sbattere i pugni sul tavolo, stavolta “L’Ue deve starci ad ascoltare”.

Ebbene quando Renzi però è arrivato al consiglio europeo di Riga fantozzianamente “gli si sono intrecciate le dita” ed improvvisamente la “salivazione gli si è azzerata”, i Premier dei vari Paesi, crudelmente, non hanno avuto pietà e lo hanno preso a pernacchie.

Insomma una figura tale che il nostro Presidente del Consiglio, se fosse stato una persona normale, avrebbe dovuto scavarsi una buca e cercare di scomparire, invece, ormai avvezzo alle figuracce, è tornato in Italia con la coda fra le gambe dicendo di aver ottenuto un buon risultato: se ne riparlerà il mese prossimo.

E’ davvero umiliante per il nostro Paese farsi trattare in questo modo, quando l’Europa sbeffeggia Renzi e la Mogherini sta indirettamente sbeffeggiando anche me, ed io mi vergogno.

La storia delle “quote” sta diventando una barzelletta, l’Estonia ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di accogliere migranti, ma poteva anche evitare di fare la figura del Paese inospitale, visto che già da tempo i migranti avevano dichiarato che piuttosto di andare in Estonia avrebbero preferito tornare in Eritrea.

Esemplare il comportamento della Francia che dopo aver creato il problema (con la guerra scatenata in Libia e la barbara uccisione di Gheddafi) ora dice di non volere i profughi.

L’aggressione e la distruzione della Libia, da parte dell’Occidente è stata una delle azioni più ripugnanti che mai si siano compiute dalla fine della seconda Guerra mondiale in poi, quando i francesi e gli inglesi si sono accorti di essersi cacciati in un ginepraio se la sono data a gambe levate consegnando il Paese nordafricano in mano ai tagliagole.

Ed ora noi ne paghiamo le conseguenze.

E pensare che c’erano anche quattro deficienti di italiani che sostenevano fosse moralmente giusto aggredire un Paese sovrano, trucidare donne e bambini, per abbattere un “dittatore”. Mi chiedo: ma si può essere più stupidi di così?

Giancarlo Marcotti

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