La lotta ad Ebola palestra per epidemie future

La lotta ad Ebola palestra per epidemie future

La tremenda epidemia africana di Ebolanon è ancora stata sconfitta del tutto ma i medici che l’hanno affrontata e analizzata sono certi che, almeno, garantirà un lascito positivo di conoscenza. Nei mesi scorsi, spiega un reportage di «The New York Time», gli scienziati hanno infatti sfruttato i campioni di sangue raccolti durante il contrasto al virus per mapparne la diffusione da un paese all'altro, monitorando ogni minima mutazione nelle sequenze geniche che lo contraddistinguono. Un lavoro finora secondario rispetto al tentativo di salvare le vite umane delle persone infette, ma che avrebbe già prodotto scoperte interessanti.

Allo studio le mutazioni del virus rilevate in momenti diversi di un viaggio silenzioso lungo centinaia di chilometri, prima in Sierra Leone e poi in Guinea, Liberia e Mali, per capire quanto siano correlate ai movimenti casuali degli individui attraverso le frontiere e se siano state determinanti per favorire il contagio. Una volta che ci sarà modo e tempo di indagare questi e molti altri fattori legati all’avanzata di Ebola in Africa, e quindi di svelare la loro potenziale influenza sull'efficacia delle diagnosi e dei trattamenti, le informazioni potranno essere impiegate sia per la lotta a nuove apparizioni del virus sia per affinare metodi di contrasto verso altre epidemie. A testimoniarlo c’è del resto già l’azione dei ricercatori che nei mesi scorsi si sono trovati a modificare i test e le cure sperimentali in base ai cambiamenti del virus rispetto a quello dei primi focolai.

Fonte: www.valori.it

Corrado Fontana @ fontana@valori.it

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