I migranti rifiutano l'hotel per motivi religiosi

  • Cronache Lodigiane

Leggete, ma vi rendete conto, dove cazzo siamo arrivati?
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Luca Guidi, responsabile della cooperativa Diogene a cui è affidata la struttura per l'accoglienza, precisa meglio: «Hanno vissuto in un centro a Trapani molto bello, pieno di comfort, con alloggi separati. Già l'idea di trasferirsi l'avevano presa di malavoglia - dice - Li ho accompagnati io da Livorno e già durante il viaggio verso Campiglia, accorgendosi di arrivare in un luogo isolato, in una zona rurale e lontana dalla città, avevano cominciato a lamentarsi. Una volta arrivati hanno cominciato a far questioni sulla qualità e sulla posizione dell'albergo. E' arrivato Delfino (il commissario di polizia ndr) ed è venuto fuori che, per il fatto di essere musulmani non gradivano mangiare insieme nella stessa sala con le donne, inoltre si sono lamentati che nelle stanze non c'era la tv e il wifi, sebbene avessimo detto che a breve ci sarebbero stati. Insomma, rispetto ai 25 rifugiati che già ospitiamo si sono mostrati un po' bizzosi. Ma alla fine abbiamo trovato la soluzione. Li abbiamo portati a vedere gli appartamenti che avevamo qui (fanno parte dello stesso progetto di accoglienza ndr) e hanno accettato di rimanere. Non ci sono stati scontri, solo un po' di tensione. Qui gli altri si sono sistemati bene, c'è un sacco di gente che ci porta aiuti, che viene a regalare abiti e vestiti per questi migranti. Non sprechiamo questo capitale di fiducia con l'odio».

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