FT, Regno Unito: dalla crisi 19 milioni di poveri (temporanei)

Tra il 2010 e il 2013 oltre 19 milioni di persone nel Regno Unito si sono ritrovati al di sotto della soglia di povertà per un periodo di almeno 12 mesi. Lo riferisce il Financial Times riportando i dati dell’Office for National Statistics. La quota, equivalente a circa il 30% della popolazione, evidenzia uno dei contesti più problematici del Continente dove il dato medio viaggia attorno al 25% (soltanto Grecia e Lettonia hanno fatto peggio del Regno Unito). Al fenomeno, nota comunque il quotidiano UK, fa da contraltare il dato relativo alla povertà permanente (4,6 milioni di persone, ovvero il 7,8% della popolazione) che si conferma tra i più bassi della UE (meglio del Regno Unito solo Repubblica Ceca, Danimarca, Olanda, Finlandia, Slovacchia e Slovenia). “Un segnale del fatto che le possibilità di uscire dalla povertà sono relativamente alte” scrive il FT.

La linea della povertà, ricorda il quotidiano britannico, è calcolata come soglia equivalente al 60% del reddito nazionale “mediano” (che è cosa diversa da quello medio, vedi). Nel corso del 2013, ultimo anno per il quale sono disponibili cifre definitive, il tasso complessivo di povertà (percentuale della popolazione che in un dato momento si trova al di sotto della soglia) registrato nel Paese si è collocato al 15,9%. Un livello, nota ancora il FT, che è valso al Regno Unito il 13° posto nella classifica continentale ma che, nonostante tutto, resta pur sempre inferiore alla media UE.

Foto: Adrian Pingstone (Wikimedia Commons)

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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