Fiorentina da animali allevati con ormoni e omogeneizzati con carne di polli imbottiti di antibiotici. Se passa il TTIP salta la sicurezza alimentare in Europa. Renzi lo sa?

Fiorentina da animali allevati con ormoni e omogeneizzati con carne di polli imbottiti di antibiotici. Se passa il TTIP salta la sicurezza alimentare in Europa. Renzi lo sa?

Matteo Renzi non sa che se l’Europa firma insieme agli USA il TTIP (Trattato transatlantico di commercio e investimenti) come ha auspicato nel corso dell’incontro avuto con Obama nei giorni scorsi, la bistecca alla fiorentina rischia di essere preparata con costate di manzi americani, allevati con ormoni, anabolizzanti e sostanze classificate come cancerogene. Forse anche il Ministro della salute Beatrice Lorenzin non sa che se verrà siglato l’accordo, gli omogeneizzati di pollo per i bambini potrebbero essere preparati con carne di animali allevati con robuste dosi di antibiotici importata dagli States a prezzi stracciati

Probabilmente Renzi e Lorenzin si fidano di quanto detto dal presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale dell’UE Paolo De Castro in alcune interviste e dal commissario europeo Vytenis Andriukaitis nella risposta del 23 marzo all’interrogazione dell’eurodeputata Mara Bizzotto. La domanda riguardava la strategia su come affrontare il problema degli antibiotici e dei promotori della crescita regolarmente utilizzati negli allevamenti di polli americani, ma vietati in Europa. Il commissario dichiarava che “il divieto dell’uso di antibiotici come promotori della crescita nell’alimentazione degli animali in tutta l’UE è entrato in vigore il primo gennaio 2006. Sebbene l’utilizzo di tali prodotti continui in alcuni paesi terzi, gli alimenti così prodotti possono essere importati nell’UE soltanto se è possibile dimostrare che non vi sono conseguenze sulla sicurezza alimentare. Gli animali e i prodotti importati nell’UE devono rispettare le prescrizioni dell’Unione sull’assenza di residui di antibiotici e di altre sostanze”. Tutto tranquillo allora! Assolutamente no. La filosofia europea e quella americana sulla sicurezza alimentare sono molto distanti. Gli addetti ai lavori sanno che è impensabile importare cosce o petti di pollo o bistecche di manzo dagli Stati Uniti non trattati con antibiotici, promotori della crescita, ormoni e anabolizzanti, anche se quanto dichiarato dal commissario lascia intendere il contrario. L’inganno infatti c’è anche se è ben nascosto.

Ma l’aspetto vincente del sistema è che sospendendo il trattamento un paio di settimane prima della macellazione è praticamente impossibile distinguere i polli allevati con antibiotici e anche la carne trattata con ormoni e anabolizzanti. Non esistono infatti metodi analitici per risalire alle modalità di trattamento e scoprire se e quali medicinali sono stati utilizzati. Questo elemento è la furberia utilizzata dai politici per prendere in giro i consumatori. Gli uomini di Bruxelles favorevoli alla firma del trattato TTIP sostengono che la carne bovina e i polli importati dagli USA sono a tutti gli effetti sicuri, perché non presentano tracce di sostanze estranee vietate in Europa. Applicando il principio di equivalenza si può dire che la carne Europea e quella USA sono uguali in quanto non contengono residui di composti chimici vietati. Negli Usa le regole sanitarie sono meno restrittive e prevedono negli allevamenti di volatili l’impiego regolare di antibiotici come nitrofurani e biochina, oltre a promotori della crescita come virginiamicina e zincobacitracina, per accelerare la crescita ed evitare malattie. Si tratta però di sostanze vietate in Europa dal 2006. Il costante e massiccio uso di questi farmaci non è indolore visto che si tratta della principale causa di resistenza agli antibiotici. Con il passare degli anni i microrganismi che vivono nel tratto gastrointestinale dei polli diventano resistenti ai farmaci, e finiscono per trasmettere questa capacità ai batteri patogeni per l’uomo. Una recente inchiesta condotta da Altroconsumo su 45 campioni di carne di pollo, ha riscontrato nell’84% dei casi la presenza di batteri mutati resistenti. Il pericolo non riguarda la carne consumata cotta, perché non contiene residui di medicinali e quindi non comporta rischi per la salute, ma la sanità pubblica visto che negli ospedali ci sono migliaia di malati che muoiono a causa di patologie dovute a batteri “indifferenti” agli antibiotici. Per i polli c’è poi la questione del lavaggio delle carcasse. Il sistema statunitense prevede dopo la macellazione una doccia con soluzioni a base di cloro (candeggina diluita). In Europa si può usare solo acqua potabile. In Italia le consuetudini sono ancora più restrittive e i polli vengono trasferiti in celle frigorifere per abbassare rapidamente la temperatura e ridurre al minimo qualsiasi tipo di sviluppo microbico. Il sistema è più oneroso ma preserva meglio la qualità della carne che in padella si restringe meno.

Il tema è delicato e coinvolge i 60 milioni di consumatori italiani. Nonostante ciò si registra un silenzio assordante da parte di Coldiretti, di Federalimentare e di molti altri soggetti sempre pronti ad agitarsi e a portare avanti belligeranti iniziative per motivi che rispetto all’impatto del TTIP risultano ridicoli. Forse il business questa volta è più importante della salute dei cittadini. In Europa contro il TTIP sono state raccolte oltre 1,7 milioni contro il TTIP e il confronto va avanti.

Le preoccupazioni del trattato riguardano anche le bistecche di manzo made in Usa, ottenute da animali trattati con ormoni e anabolizzanti. Si tratta di sostanze chimiche e medicinali il cui uso in Europa è vietato tranne quando il veterinario ritiene che l’animale sia malato. Stiamo parlando di composti chimici, come il beta estradiolo, classificati dallo IARD come cancerogeni. Negli Usa però l’impiego anabolizzanti e ormoni è lecito tanto da essere utilizzati regolarmente. Per capire meglio basta spiegare come funziona il meccanismo. Per ottimizzare e accelerare la crescita degli animali si usano capsule con un microchip da inserire sotto la pelle, in grado di rilasciare per 15-20 giorni un cocktail di medicinali. La capsula dei maschi contiene ormoni femminili per aumentare la quantità di grasso intramuscolare e rendere la carne più appetibile. Le capsule delle femmine contengono androgeni per ridurre la massa grassa eccessiva. In questo modo si ottiene una carne succulenta molto apprezzata dagli americani. L’assortimento delle sostanze proibite in Europa ma legali negli USA, comprende anche i tireostatici che favoriscono la ritenzione idrica, i beta agonisti che riducono la produzione di grasso, i cortisonici per incrementare la ritenzione idrica e incentivare l’appetito e altri come il clembuterolo.

Gli esperti però contestano questo concetto e chiedono l’applicazione del principio di identità, ovvero l’adozione nelle aziende agricole d’oltreoceano degli stessi criteri di allevamento europei, e non la semplice equivalenza delle risultanze chimiche di laboratorio. I bovini importati devono rispettare le norme su: benessere animale, igiene del processo di macellazione, divieto di uso di tutte le sostanze vietate nell’UE e adozione del principio di precauzione. Tutto ciò però non sarà mai scritto nel trattato e non può essere accettato dagli americani perché presuppone lo sconvolgimento del settore agro-alimentare. C’è poi un’ultima nota che dimostra la malafede di Bruxelles e la volontà di prendere in giro i consumatori europei. Se il TTIP garantisce la sicurezza dei consumatori come dicono i politici di Bruxelles qual è la necessità di varare nuove regole rispetto a quelle attuali? Se la questione della carne di pollo e di bovino è allarmante, non certo migliore è la questione per quanto riguarda gli OGM, gli additivi e i controlli sanitari, ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Roberto La Pira

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