Cina, allarme inceneritori

La Cina è costretta a fare i conti con un problema tuttora irrisolto: la gestione dei rifiuti. Lo segnalano i risultati di una ricerca condotta dalle Ong Friends of Nature e dal Wuhu Ecology Center e ripresa dal quotidiano cinese Caixin. L’anno scorso, evidenzia lo studio, i livelli di emissioni registrati negli inceneritori del campione osservato (160 unità) hanno superato i limiti imposti dagli standard governativi. I livelli di ossido di azoto registrati negli impianti, in particolare, sono risultati superiori del 21,53% rispetto alle soglie limite. Per il biossido di zolfo si è invece osservato un eccesso di emissioni del 25,94%.

I nuovi standard di emissione sono stati introdotti dal ministero dell’Ambiente nel luglio 2014 con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni di smaltimento. Ma la gestione dei rifiuti, nota ancora il quotidiano citando i rapporti, presenterebbe ancora diversi punti critici. Sotto accusa, in particolare, la gestione dei residui di combustione che, nella maggior parte dei casi, non verrebbero smaltiti secondo i metodi previsti dalle norme. Un problema ulteriore in un contesto reso già di per sé complesso dalla proliferazioni degli impianti di termovalorizzazione, il cui impatto è da sempre motivo di preoccupazione. “La rapida espansione delle aree urbane inCina ha creato un bel mal di testa alle autorità locali in merito al problema della gestione dei rifiuti” scrive Caixin. “I governi locali preferiscono bruciare la spazzatura per ottenere una significativa riduzione dei volumi dei rifiuti”. Un risultato, quest’ultimo, non garantito dalle altre soluzioni alternative a minore impatto ambientale tra cui la conversione dei rifiuti organici in fertilizzanti.

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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