Bomba demografica: priorità salvarli o salvarsi? - di Marco Della Luna

Le principali cause dell’emigrazione di massa dall’Africa e da parte dell’Asia sono note: la sovrappopolazione e la super natalità, lo sfruttamento agricolo e minerario da parte del capitalismo occidentale e cinese, il tribalismo sociale, l’islamismo, il deterioramento e impoverimento dell’ambiente, la desertificazione, le conseguenti epidemie, carestie, siccità.

Queste cause riguardano centinaia di milioni di persone (negli anni 60 l’Africa aveva 300 milioni di abitanti e oggi oltre 1 miliardo, alcuni paesi principali hanno quintuplicato la popolazione), quindi il numero dei potenziali profughi o emigranti che investiranno soprattutto l’Italia è di centinaia di milioni e cresce continuamente col crescere della popolazione delle zone di provenienza.

Seppure con la collaborazione di tutti i paesi europei, sarebbe impossibile raccoglierli e inserirli. Anche perché, non dimentichiamo, una volta immigrati, continuano a riprodursi ai loro tassi usuali e l’integrazione nel complesso non avviene.

Le cause che determinano l’emigrazione di massa sono tali da non poter essere risolte con i mezzi disponibili all’Italia o in generale alla politica. La tesi che l’aumento del tenore di vita e del livello di istruzione porti a una riduzione della popolazione non può essere applicata per diverse ragioni. Innanzitutto, per innalzare il tenore di vita di centinaia di milioni di persone in quelle condizioni e mentre continuano a riprodursi con quel tasso di natalità, non esistono mezzi economici e industriali, e se esistessero, produrremmo un disastro ecologico. In secondo luogo, sembra che il calo di natalità sia il presupposto, e non la conseguenza, dell’aumento del tenore di vita. In terzo luogo, bisognerebbe aumentare il loro pil molto più di quanto aumenti la loro popolazione fino a quadruplicare almeno il reddito – il che è impensabile.

In conclusione, gli scenari possibili sono i seguenti:

Uno: l’immigrazione di massa continua e continua a crescere, travolgendo il sistema sociale e costituzionale, e portando gradualmente l’Italia e altri paesi a livello dell’Africa, e a quel punto il flusso si ferma appunto perché non c’è più convenienza a venire qui. Ordine pubblico, welfare, scuola e sanità saranno travolti per primi. Potremo avere sommosse e condizioni per una svolta autoritaria, e le riforme costituzionali ed elettorali di Renzi si prestano proprio a questo.

Due: si blocca l’immigrazione con tutti i mezzi necessari come fanno già paesi quali l’Australia, e se occorre anche con mezzi più risoluti, senza debolezze. Bisognerà sostenere l’impatto morale di alcune migliaia di morti e la reazione di coloro che attualmente guadagnano con l’immigrazione, appoggiati dalla Chiesa e delle sinistre col loro business nel settore.

Se poi si vuole risolvere il problema in sè, non potendosi intervenire, perlomeno in tempi brevi o medi sulle altre cause, non resta che intervenire sulla natalità, e l’unico mezzo per farlo rapidamente ed efficacemente sarebbe la sterilizzazione di massa, che è improponibile. Quindi il problema resterà e si aggraverà, le tensione emigratorie diventeranno sempre più forti, il problema demografico sempre più esplosivo, sicché a un certo punto ciò che oggi suona improponibile può divenire proponibile e inevitabile.

Con quanto sopra, intendo solo descrivere gli scenari possibili, evidenziando l’alternativa davanti a cui ci troviamo.

Credo che la parte forte ed efficiente dell’Europa potrà selezionare e gestire i suoi flussi di immigrazione, mentre l’Italia semplicemente continuerà sulla linea che sta percorrendo e subirà un’immigrazione incontrollata per quantità e qualità, che non verrà integrata, ma verrà usata come ora, cioè per manodopera sottopagata o in nero, per spaccio e prostituzione, per lucrare sull’accoglienza; in generale, la destinazione dell’Italia è diventare un contenitore di manodopera sottoqualificata e sottopagata, di pensionati, di invalidi, di disoccupati cronici, di dipendenti inutili della pubblica, nonché di debito pubblico,gestita da un governo corrotto e fantoccio, costretto a divenire repressivo per mantenere il controllo, entro in un’organizzazione europea dove il grosso del reddito e della capacità politica, finanziaria e tecnologica è concentrato nella Germania e in pochi altri paesi creditori strategici.

Fonte: Marco Della Luna

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