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WSJ: il petrolio ribassato mette in crisi il riciclo

Il crollo del prezzo del petrolio starebbe mettendo sempre più in crisi il comparto dellaplastica riciclata. Lo riferisce il Wall Street Journal. Il forte ribasso del greggio ha infatti trascinato al ribasso il costo di produzione della plastica creata ex novo eliminando di fatto il vantaggio economico della materia riciclata. Gli esempi, nota il quotidiano Usa, non mancano di certo. All’inizio dell’anno, il valore di mercato del polietilene tereftalato (PET), un tipo di plastica utilizzato soprattutto per la produzione di bottiglie, si attestava sugli 83 centesimi per libbra (1,83 dollari al chilo), ovvero il 15% in più rispetto al PET riciclato. Alla fine di marzo il suo prezzo era sceso a 67 centesimi (1 dollaro e 47 cents al chilo), il 7% in meno rispetto all’equivalente riciclato (72 centesimi per libbra).

Il problema, nota ancora il quotidiano statunitense, si fa sentire un po’ ovunque. In Europa due imprese tedesche del settore hanno chiuso i battenti sotto il peso della bancarotta mentre la britannica ECO Plastics è finita da qualche tempo in amministrazione controllata. La crisi del settore, ovviamente, complica i programmi di sostenibilità ambientale promossi dalle amministrazioni pubbliche. A Londra, ricorda il WSJ, soltanto un terzo dei rifiuti di plastica vengono attualmente riciclati ma la capitale britannica conta di arrivare a quota 50% entro il 2020. Come se non bastasse, riferisce ancora il WSJ, le politiche dei governi tese negli ultimi anni a incrementare l’utilizzo di plastica riciclata hanno determinato una vera e propria proliferazione delle imprese specializzate in questo genere di trattamento generando, inevitabilmente, un’eccessiva capacità produttiva messa ulteriormente in crisi dall’attuale contesto di mercato.

Fonte: www.valori.it

Foto: Matthewdikmans (Wikimedia Commons)

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

Tag(s) : #Lodigiano: Ambiente ed Energia
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