Razzismo e violenze in Sudafrica contro gli immigrati

Nel Paese che fu dell’apartheid i rigurgiti di razzismo si indirizzano contro gli immigrati
Nel Paese che fu dell’apartheid i rigurgiti di razzismo si indirizzano contro gli immigrati

Un razzismo di neri, perlopiù, contro altri neri, perlopiù, si sta mostrando con aggressioni violente e il consueto armamentario di retorica intollerante in Sudafrica. Una situazione sempre più incandescente riportata dal quotidiano britannico «The Guardian» che testimonia di attacchi xenofobi, negozi dati alle fiamme e barricate in strada, pneumatici incendiati e persone accoltellate o persino bruciate vive. Proteste violente contro stranieri provenienti da Somalia, Mozambico, Zimbabwe, Pakistani e Bangladesh, costretti a lasciare abitazioni e imprese al grido – già sentito dovunque fame e povertà mordono – che queste persone starebbero “rubando il lavoro” agli abitanti del posto. Almeno 5 sarebbero le vittime di queste violenze, che da febbraio scorso si stanno intensificando per frequenza e gravità, anche perché fomentati da dichiarazioni e interventi di alcuni leader tribali e politici locali, ignorando la lezione di Nelson Mandela.

Atti che non troverebbero comunque alcuna giustificazione, ma che non possono nascondersi neppure dietro le cifre delle statistiche. Almeno secondo una ricerca del Migrating for Work Research Consortium (MiWORC), secondo cui l'82% della popolazione attiva di età compresa tra i 15 ei 64 si può definire "non migrante", contro un 14% di "migranti domestici", cioè provenienti da province interne, e solo il 4% potrebbe essere classificato come composto da "migranti internazionali", cioè non sudafricani (circa 1,2 milioni di persone sui 33 milioni), di cui il 79% sarebbe comunque africano, e circa il 3% sarebbero indiani o asiatici. Non solo. Poiché i migranti internazionali sono molto più propensi a mettersi in proprio, l’11% di loro si identifica come "datore di lavoro", contro il 5% dei non migranti e dei migranti interni.

Fonte: www.valori.it

Corrado Fontana @ fontana@valori.it

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