Pensioni: a 55 anni possibile ritirare tutti i contributi... in Gran Bretagna.

Pensioni: a 55 anni possibile ritirare tutti i contributi... in Gran Bretagna.

E’ entrata in vigore lunedì 6 aprile la Riforma Previdenziale promossa dal Premier Cameron nel 2014. Chi ha oltre 55 anni di età potrà liberamente prelevare tutto il montante contributivo accumulato durante la vita lavorativa.

Non solo la guida a destra. Il Regno Unito si conferma in controtendenza anche sulle pensioni. Mentre in Italia l’età pensionabile cresce bloccando sul posto di lavoro milioni di lavoratori nella terra di Sua Maestà ieri è entrata ieri in vigore la Riforma voluta fortemente dal Premier Cameron che consentirà a, ciascun lavoratore con 55 anni di età la possibilità di ritirare tutto il montante dei contributi annui versati nella propria carriera. Una scelta drastica in quanto chi ritirerà tutti i propri contributi, non avrà più diritto ad una pensione pubblica ma con il gruzzolo riscosso il lavoratore potrà farci ciò che vuole, anche perché non è detto che campi abbastanza per arrivare alla pensione.

La parola d’ordine nei paesi anglosassoni è del resto “libertà” al contrario di quanto accade in Italia in cui la mano pubblica pretende, con fare paternalistico, di decidere il “meglio” per i propri cittadini. E così mentre nel Bel Paese ci sono decine di migliaia di contributori silenti, cioè lavoratori che non riescono a raggiungere il minimo di 20 anni di contributi per ottenere una prestazione pubblica (neanche a 67 anni), dall’altra parte della Manica si potrà a 55 anni incassare l’intero ammontare delle somme accantonate dallo stipendio nel periodo di lavoro senza alcuna particolare giustificazione.

Sino a ieri invece si era costretti a lasciarlo al «pension provider», che garantisce in cambio una erogazione annuale per tutto il resto della vita ma con il rischio che se si muore prima i denari versati vengono “regalati” allo Stato, esattamente come accade in Italia.

Che la Riforma sia, quindi, epocale non ci vuole molto a comprenderlo. Del resto quando il governo presentò nel 2014 il progetto per «la più grande riforma pensionistica da 100 anni» il ministro delle Pensioni Steve Webb disse che ogni persona che si ritirava dal lavoro avrebbe potuto, se lo desiderava, comprarsi una Lamborghini. Anche se bisogna tenere d’occhio i profili fiscali dell’operazione: solo il 25% delle somme ritirate è esentasse. Lontanamente l’iniziativa ricorda l’anticipo del Tfr in busta paga ma qui le somme in gioco sono molto più’ elevate, dalle cento alle duecentomila sterline, e vengono elargite in un colpo solo.

La riforma però non riguarda tutti i pensionati. Quelli che rientrano nel «Defined Benefit», che hanno cioè concordato un trattamento pensionistico predeterminato e non dipendente dai contributi versati, ne sono esclusi. I lavoratori che hanno optato per la «Defined Contribution» (pensione proporzionale ai versamenti) possono invece riavere indietro il proprio capitale, con un prelievo unico oppure dilazionato nel tempo.

Il governo confida nella misura come strumento per attivare la spesa delle famiglie, con l’auspicio che essa sia indirizzata soprattutto agli investimenti. Tuttavia, i critici della riforma sostengono che i lavoratori che riceveranno tutti i propri contributi correranno seriamente il rischio di trovarsi completamente spiantati in età avanzata, in quanto potrebbero spendere i loro contributi pensionistici semplicemente per pagarsi una vacanza di lusso o, comunque, non per trovarsi meglio da vecchi.

Fonte: www.pensionioggi.it

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