Obama fiuta l'affare nell'intesa con Teheran - di Loretta Napoleoni

Prima di lasciare la Casa Bianca, l'amministrazione Obama sembra ben intenzionata a porre fine alle sanzioni imposte contro due nemici storici: Cuba e l'Iran. È questa l'eredità di politica estera che il presidente vuole lasciare ai concittadini. In entrambi i casi, infatti, a guadagnare da questi accordi non sono solo i Paesi che fino ad ora Washington ha tenuto a distanza, ma anche e soprattutto le imprese americane.
Questa settimana, a Vienna, gli iraniani hanno incontrato i rappresentanti dell'industria petrolifera statunitense, alcuni dei quali hanno mantenuto durante gli anni delle sanzioni relazioni "clandestine" con Teheran. Naturalmente ciò non significa che abbiano importato illegalmente petrolio o gas naturale iraniano, piuttosto hanno continuato a dialogare con gli iraniani in attesa di una soluzione della tensione politica creatasi tra Washington e Teheran. E, come previsto, ciò sta avvenendo.
Gli incontri, ai quali hanno partecipato anche altre potenze petrolifere dell'Asia centrale, ad esempio l'Azerbaijan, si sono svolti a porte chiuse, ma è facile immaginare di cosa abbiano discusso i partecipanti. L'Iran possiede rispettivamente le quarte e le seconde riserve di petrolio e gas naturale più grandi al mondo. Ma non basta, l'accesso a questa enorme ricchezza energetica è meno complicato di quello richiesto per estrarre le riserve energetiche nord americane, ormai raggiungibili solo attraverso il fracking. Quindi il costo di estrazione iraniano è molto più basso di quello americano.
Le sanzioni hanno anche duramente colpito la produzione petrolifera che dal 2010 è scesa del 27 per cento (2,7 milioni di barili al giorno), a sua volta questa contrazione ha spinto l'economia nazionale nella recessione. Per ripartire l'industria energetica iraniana ha bisogno di tecnologia, know-how e compratori. E sicuramente le imprese energetiche americane possono soddisfare tutti questi bisogni. Ma non sarà facile ricominciare a fare affari con Teheran. Le condizioni imposte prima dell'entrata in vigore delle sanzioni, infatti, erano a volte proibitive per le imprese occidentali.
Per il momento, comunque, il coltello dalla parte del manico lo tiene la Casa Bianca. L'abolizione delle sanzioni, darà accesso anche ai fondi congelati nelle banche occidentali, circa 100 miliardi di dollari provenienti dalla vendita del petrolio iraniano, soldi che sicuramente saranno utili per far uscire Teheran dalla recessione economica.

http://www.caffe.ch/stories/numeri/50341_obama_fiuta_laffare_nellintesa_con_teheran/

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