L'Italia se la gioca con Cipro

L'Italia se la gioca con Cipro

Evviva possiamo festeggiare!!! Secondo le ultime stime sul Pil per l’anno in corso, comunicate oggi dal FMI, l’Italia non sarà la peggiore fra tutti i Paesi dell’eurozona, Cipro farà peggio di noi. Siamo penultimi, diciottesimi su diciannove, ci batte anche la Grecia!

E’ un indubbio successo, temavamo fortemente di dover indossare la maglia nera, ed invece probabilmente sarà Cipro in fondo alla classifica.

Naturalmente queste sono previsioni, magari i dati reali possono essere ben diversi, forse ce la possiamo fare a star dietro anche a Cipro, basterebbe ripetere l’exploit dello scorso anno, quando partendo da previsioni di crescita del +0,8% siamo arrivati a –0,4%!!!

Ciò che preoccupa maggiormente è che in un contesto economico tanto favorevole, con l’euro sui minimi da diversi anni, il petrolio così a buon mercato e soprattutto con i tassi azzerati ed una liquidità straordinaria non siamo in grado di riprendere a crescere.

Non ci può essere una dimostrazione più evidente di questa per comprendere che c’è qualcosa che non va, è ovvio che occorre fare le cosiddette “riforme” nessuno dice il contrario, ma non si possono attendere tempi biblici, anche perché, nel frattempo, la nostra situazione continua a degenerare.

Manca la benzina per fare partire la macchina, e la benzina è data da una moneta che rappresenti fedelmente la nostra situazione economica, dopo, una volta ripartiti, è chiaro che dobbiamo anche “registrare” il motore affinché lavori nel migliore dei modi.

Insomma senza benzina non si parte. Questa è la verità.

Ripeto, tutte le condizioni macroeconomiche sono iper-favorevoli e personalmente non ritengo che potremo centrare le previsioni di crescita, ma anche qualora fossimo in grado di crescere dello 0,5% o, come dice il Governo, dello 0,7% sarebbe comunque un dramma per noi. Sono tassi di crescita anemici.

E’ innegabile, come dicono molti Oltreoceano, che il problema per l’Europa non è la Grecia che, economicamente non conta nulla, bensì l’Italia, la Spagna e la Francia che non crescono o crescono molto poco.

Si sta sempre più creando una spaccatura all’interno dell’Eurozona, la soluzione però non è un doppio euro, ma il ritorno alle monete nazionali!

Giancarlo Marcotti

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