Euro: un’altra sberla arriva dalla Finlandia

Draghi cerca continuamente di mostrarsi sicuro, se la prende con coloro che vogliono “Puntare contro l’euro”, arrivando a sfidarli “Volete farlo? Fatelo”.

Il problema è capire cosa intende per “Puntare contro l’euro”. Ce l’ha con coloro che “puntano” su un indebolimento della moneta unica? Mi sembrerebbe, in questo caso, che sia in contraddizione con le sue decisioni di politica monetaria tutte incentrate all’allentamento del cambio verso il dollaro.

O forse pensa che il Quantitative easing rafforzi l’euro?

Egli non perde occasione per sottolineare l’utilità ed i fantomatici benefici di cui starebbero godendo le economie europee dall’introduzione del Qe. Nella realtà il solo aspetto positivo è proprio l’indebolimento della moneta unica.

Immettere soldi “virtuali” in un’economia non ha mai risolto alcun problema, anzi, col tempo li ha aggravati, ed i cittadini europei stanno lentamente cominciando a capire di essersi cacciati in un cunicolo senza uscita, sarebbe auspicabile, quindi, se non si vuol far “la fine del topo”, ritornare il più in fretta possibile sui nostri passi e ripristinare la sovranità monetaria in ogni Stato della Comunità europea.

Draghi farebbe bene a rispettare maggiormente la volontà popolare, se infatti egli al momento può permettersi di non ascoltare i segnali che arrivano dal nostro Paese nel quale i sondaggi danno in crescita il M5S e la Lega, ossia i due partiti più antieuropeisti, gli consigliamo di non sottovalutare per nulla quanto accaduto oggi nelle elezioni tenutesi in Finlandia.

Dove il partito conservatore al governo, filoeuropeista, ha subito una sonora sconfitta dal “Partito di Centro” al quale spetta ora formare un governo nel quale potrebbero entrare anche i “Veri Finlandesi”, un partito dichiaratamente antieuropeista che ha ottenuto il 17,5% dei seggi.

Insomma se anche a nord (e non solo nei Paesi mediterranei) l’antieuropeismo prende piede, se anche nel Paese di Olli Rehn e Jyrki Katainen la crisi morde ormai da anni al punto che i finlandesi si stanno scocciando della burocrazia di Bruxelles e Francoforte, io penso che Draghi farebbe bene ad essere più cauto e riflettere prima di rilasciare dichiarazioni da “sbruffone”.

Personalmente mi auguro che, almeno nella Vecchia Europa, il popolo sia ancora “sovrano” e che sia rimasto un barlume di democrazia.

Giancarlo Marcotti

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