È arrivata la " santona" che cura coi "santini"

È arrivata la " santona" che cura coi "santini"

La "santona" italiana che "guarisce" le paralisi con le parolacce e i tumori con i santini è arrivata in Ticino. A Lugano, dove in ottobre Gabriella Mereu ha fondato una società "La terapia verbale Sagl". Ma l'Ufficio del medico cantonale precisa: "Di sicuro non è autorizzata a praticare terapie da noi". Dei "miracoli" della guaritrice, che tiene meeting in tutta Italia, ha dato notizia, giovedì scorso, la trasmissione tv Le Iene su Italia Uno.
Perché la dottoressa Mereu, 61 anni, medico chirurgo, iscritta all'albo di Cagliari, non passa inosservata. Nel servizio delle Iene viene mostrata mentre fa diagnosi ai malati che affollano i suoi seminari a 50 euro a testa: a un uomo che le racconta di soffrire di calcoli, la Mereu spiega che i calcoli vengono a chi maneggia soldi. Illuminante anche la risposta a una signora sofferente alle ossa: "Quando una persona non ha più voglia di lavorare le viene l'artrite reumatoide", sentenzia la dottoressa. Ma la "santona" si spinge oltre, sostenendo di poter curare i tumori coi fiori di Bach. E, addirittura, nel filmato afferma di riuscire a guarire con le parolacce: "Io non credo a nessuna paralisi. Nell'ultima che ho trattato, a un tetraplegico... gli ho detto: 'Sei un paraculo! Muoviti di là, io non ci credo alla tua commedia'. Dopo due settimane muoveva le braccia e ancora le muove".
In pubblico la Mereu consiglia ai suoi seguaci di affiancare i suoi fiori alle cure tradizionali. Nelle sedute private, però, si rivela meno prudente: "Io all'efficacia di questi farmaci non ci credo". E ancora: "Bisogna lasciare i medici senza clienti. Questi ignoranti dei miei colleghi. Sono loro pericolosi", afferma filmata di nascosto. Ma il clou è il cosidetto rito della "medaglietta". Efficace, sostiene la Mereu, nell'estirpazione dei polipi. E allora prescrive l'inserimento dell'effigie sacra di una madonnina, debitamente protetta da un preservativo, nella nicchia vaginale dove miracolosamente debellerebbe ogni male. Tanto che una suocera, miracolo ancora più grande, si sarebbe sottoposta alla pratica per aiutare la nuora malata.
In tv Mereu ammette con candore di non fatturare gli incassi in Italia, perché "recentemente sono passata a una fiscalizzazione in Svizzera", dove aggiunge "c'ho la residenza" e qui avrebbe portato i soldi. Di sicuro a Lugano ha sede "La Terapia verbale". Raggiunto dal Caffè, casca dal mirtillo il "presidente della gerenza" della società: "Mereu? Chi è? Ah, ora ricordo, ho firmato in attesa che prendesse il permesso di dimora. Mi pareva volesse fare delle conferenze. L'ho vista solo il giorno del rogito. Io do fiducia, una società di Lugano mi passa dei clienti, di solito italiani, che vogliono mettere su una Sa. A volte mi dicono, tu stai dentro due o tre mesi, tanto poi esci quando prendono la dimora. Ne avrò firmate 500".
La società "Terapia verbale Sagl" lascia perplesso il medico cantonale, Giorgio Merlani: "Non mi piace che venga usata la parola 'terapia'. Anche perché questa persona non risulta essere registrata, né aver riconoscimenti federali per i suoi titoli. Senza esplicita autorizzazione cantonale nessuno può esercitare la professione sanitaria. Può capitare che qualcuno lo faccia di nascosto e allora interveniamo". Più difficile, precisa Merlani, controllare le attività di tipo non sanitario: "Come non si può proibire che uno scriva un libro con opinioni particolari in ambito medico, così non si possono nemmeno vietare le conferenze. Ciò che si può fare è invitare le persone alla prudenza. E ricordare che, senza autorizzazione, non si possono mettere le mani addosso ai pazienti, né fare altro pretendendo che siano terapie". Mereu avvisata, mezzo salvata.

Di Stefano Pianca

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