Boom economico nei Paesi senza euro - Inghilterra Polonia e Ungheria volano oltre il 3 percento

Boom economico nei Paesi senza euro - Inghilterra Polonia e Ungheria volano oltre il 3 percento

I Paesi fuori dalla zona euro non conoscono il significato della parola crisi. Anzi, le loro economie volano alte, con una crescita media del 3.5%. Mentre in Italia si rovista letteralmente nei cassonetti per cercare di rimanere all'interno dei restrittivi parametri dettati dall'Europa (pareggio di bilancio, MES, limite del 3% nel rapporto deficit/PIL) altrove si festeggiano risultati economici di tutto rispetto.

Avendo ancora la sovranità politico/economica e potendo fare più o meno quello che gli pare (svalutazioni strategiche incluse), questi Stati stanno conoscendo una vera e propria rinascita, con pochissima disoccupazione, con salari adeguati al costo della vita e opportunità in crescita.

La Polonia, ad esempio, ha registrato un +1,1% di crescita già nel primo trimestre del 2014 (rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Durante l'anno le performance sono addirittura aumentate chiudendo il 2014 con un +3,5%. Stime prudenti parlano di una crescita del +3.3% anche per il 2015.

Ottimi risultati anche per l'Inghilterra con +2,4% nel 2014 ed una stima di ulteriore crescita del +2,2% per l'anno corrente.

Bene anche l'Ungheria con un +1,8% nel 2013, un +3,9% nel 2° trimenstre 2014 (ha poi chiuso l'anno con una media del +3,3%) ed una previsione del +2,5% nel 2015 e altrettanto nel 2016.

Per l'Italia invece il segno ''+'' esiste solo per l'incremento delle tasse, del livello di povertà e per la corruzione all'interno delle istituzioni e dei partiti canonici.

In Europa si parla di una probabile uscita della Grecia dall'euro e dai sanguinari ed insulsi parametri di Mastricht.

Il problema, per gli europeisti convinti, potrebbe essere proprio la probabilissima e repentina ripresa economica della penisola ellenica che fungerebbe da faro guida per l'uscita immediata di altri Stati (Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna) i cui cittadini ed i cui governi non potrebbero, a quel punto, avere più nessun dubbio sui benefici della riappropriazione della sovranità monetaria. Sarebbe la fine dell'eurozona.

A meno che le motivazioni per le quali ci siamo invischiati in questa faccenda della moneta unica siano ben diverse dal tanto decantato benessere dei cittadini. In questo caso la macchina della propaganda si metterebbe subito in moto (e probabilmente lo farà!) e ci terrebbe vincolati ancora per anni a questa catena, fino al furto completo di tutti i nostri averi e dei nostri diritti.

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