Le infezioni causate dai cosiddetti “batteri resistenti agli antibiotici” potrebbero causare, in caso di “epidemia”, fino a 200.000 casi di contagio e 80.000 vittime. È quanto prevede il governo britannico in un rapporto pubblicato il mese scorso e i cui contenuti sono apparsi sul Guardian.
Nel rapporto elaborato dal Dipartimento per la gestione delle emergenze nazionali di Downing Street si legge che il rischio di nuove infezioni da batteri antibiotico-resistenti è “destinato significativamente ad aumentare nel corso dei prossimi 20 anni”.
Tra i batteri più insidiosi, gli esperti indicano la E.coli, la Klebsiella pneumoniae e lo Staphylococcus aureus.
E dal Regno Unito l'emergenza si diffonde anche in Italia. “Anche in Italia la situazione è critica- spiega Marta Ciofi degli Atti, responsabile di Epidemiologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù . “Il nostro Paese è tra le nazioni europee con più multiresistenze e nella quale si usa la maggior quantità di antibiotici”.
“E’ necessario ricordare – spiega Ciofi degli Atti – che molte comuni infezioni causate da virus come l’influenza o il raffreddore o le infezioni delle prime vie respiratorie dei bambini, non devono essere curate con antibiotici che andranno riservati solo per il trattamento di casi particolari”.

Fonte: www.informasalus.it

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