Riscaldamento globale, Nasa: « Febbraio 2015 il più caldo mai registrato», idem gli ultimi 12 mesi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Riscaldamento globale, Nasa: « Febbraio 2015 il più caldo mai registrato», idem gli ultimi 12 mesi

Secondo i dati della Nasa, il mondo non è mai stato così caldo per un periodo di 12 mesi come tra il febbraio 2014 e il gennaio 2015. Ma si è rivelato un record di breve durata. L’ultimo rapporto sulle temperature globali della Nasa ha detto infatti che il febbraio 2015 è stato il secondo più caldo da quando si registrano i dati e questo ha reso il periodo marzo 2014-febbraio 2015 i 12 mesi più caldi della storia.

L’agenzia spaziale statunitense sta utilizzando questa modalità 12-month moving average per poter «vedere la marcia del cambiamento di temperatura nel corso del tempo», invece che solo una volta all’anno.

Secondo i ricercatori americani quello che stiamo vedendo e vivendo è la prosecuzione del trend del riscaldamento globale che ha reso il 2014 l’anno più caldo mai registrato e di quello che ha evidenziato il Pacific Northwest National Laboratory del Dipartimento dell’energia Usa, cioè che dobbiamo aspettarci una accelerazione del riscaldamento della temperatura della superficie terrestre. Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi mese per mese è coerente con questi dati e modelli di previsione.

Anche se negli Usa orientali e nord-orientali l’inverno è stato ancora una volta freddissimo – mentre nel mondo gli uragani spazzano via non solo le isole del Pacifico, ma anche l’Italia centrale – nel resto degli Stati Uniti è abbastanza caldo, con ampie aree dell’Alaska e dell’Asia nord-orientale che e dell’Alaska che hanno avuto inverni mitissimi. La Tabella della Nasa sulle temperature di febbraio arriva addirittura a temperature di 8,4 gradi centigradi al di sopra della media 1951-1980!

Il rischio di avere una percezione sbagliata – nel quale zuppano la destra repubblicana Usa e gli ecoscettici – . è enorme: è stato freddo nella parte del mondo che ha più potere politico e più potenza mediatica. E’ stato caldo dove il permafrost sta già scongelandosi. Una pessima combinazione, perché nel permafrost dell’Artico è stoccato il doppio di carbonio di quanto ne contiene attualmente tutta l’atmosfera e più velocemente il terreno congelato dell’emisfero nord si trasforma in una fonte significativa di emissioni di CO2 e di metano, più sarà difficile mantenere le temperature entro i 2 gradi centigradi di aumento che dovrebbero evitare una catastrofe climatica globale.

Come ha fatto notare il climatologo Peter Gleick su Twitter , in California a febbraio le temperature hanno toccato il loro record degli ultimi 120 anni: 8 gradi Fahrenheit sopra la media del XX secolo. Secondo il dati della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), a febbraio in Califorrnia le temperature medie sono state di un grado Fahrenheit al di sopra del precedente record e già il gennaio 2015 era stato il più secco mai registrato nel Golden State, devastato da quella che i giornali statunitensi chiamano una “siccità epica”. Il dicembre 2014 aveva chiuso con un caldo record ed ormai solo gli ideologicamente prevenuti e i fondamentalisti ecoscettici possono continuare a dire che questo caldo record – che ha prodotto la peggiore siccità degli ultimi 1.200 anni in California . non dipende dal riscaldamento globale causato dalle attività antropiche.

Se a questo si aggiunge che all’inizio di marzo la NOAA ha finalmente annunciato l’arrivo di «debole ed elusivo» El Niño la cosa si fa ancora più preoccupante. Infatti, come spiega ClimateProgress, «Di solito è la combinazione alla base di un trend al riscaldamento a lungo termine e del modello regionale di riscaldamento El Niño che porta a nuovi record della temperatura globale. Qui, El Niño è piuttosto debole, ma la tendenza al riscaldamento globale è molto forte».

Il 2015 sembra quindi destinato a diventare l’anno più caldo da quando contiamo i giorni e probabilmente di gran lunga, se questo debole El Niño continuasse per tutta l’estate. Ma 2015 potrebbe detenere il record fino a che non arriverà La Niña. «Quindi – conclude ClimateProgress – stiamo per vedere molti anni battere il record dell’anno più caldo, grazie all’inquinamento da carbonio causato dall’uomo».

Fonte: www.greenreport.it

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