Renzi dove sta portando l’Italia?

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Renzi dove sta portando l’Italia?

Si dice che un politico è per natura un mentitore, ciò spiegherebbe la fulminea ascesa alle più importanti cariche di Matteo Renzi, chi può superarlo sotto questo punto di vista?

Forse, anzi molti dicono esclusivamente per questo, ossia per la sua innata capacità di mentire, è stato scelto da qualcuno per ricoprire contemporaneamente le cariche di Presidente del Consiglio e Segretario del Pd.

Ricordate quando, in un’Italia non ridotta ancora allo sfacelo attuale, Berlusconi diceva che non vedeva nel nostro Paese una crisi così pesante come descrivevano i media? Al confronto di Renzi l’ex Cavaliere fa proprio la figura del dilettante.

A sentir Renzi, infatti, sembra che il nostro Paese stia vivendo un boom senza precedenti, quasi un secondo miracolo economico, con aziende in piena espansione ed una popolazione che ha una gran voglia di intraprendere.

Ovviamente basta uscire di casa ed, in qualsiasi città voi abitiate, vi accorgereste subito che è vero proprio il contrario, rispetto a qualche anno fa le persone sono più cupe, più tristi, preoccupate, impaurite e sfiduciate.

Un Paese per svilupparsi e crescere sia dal punto di vista economico che soprattutto da quello sociale, deve avere necessariamente un dogma e cioè pensare che “il futuro sarà migliore del presente”, ebbene gli italiani da anni non solo hanno smesso di pensarlo, ma credono sia vero l’esatto contrario, ossia “il futuro sarà peggiore del passato”.

L’esempio più eclatante ed emblematico è “la voglia di andare in pensione” che sta dilagando nel nostro Paese, se chiedete agli italiani perché firmerebbero carte false pur di raggiungere l’agognata quiescenza vi diranno che dopo trenta o quarant’anni di lavoro ritengono di essersi guadagnati un meritato periodo di riposo, e che ora tocca ai giovani fare la loro parte.

Non è così, mentono!

La realtà è che queste persone che hanno più di trent’anni di lavoro sulle spalle si trovano oggi in una situazione lavorativa decisamente peggiore rispetto a quella da loro vissuta per decenni, non solo l’ambiente è diventato cupo, tetro, oscuro, ma a pesare è soprattutto la sensazione di precarietà.

Per una persona che ha lavorato in una ditta per la maggior parte della propria vita la possibile perdita del posto di lavoro è di per sé una fonte di preoccupazione, risulterebbe quasi una umiliazione, ciò che angoscia gli italiani è la mancanza di certezze.

Quelle certezze che invece la pensione dà ancora, la pensione è sicura, e per gli italiani questo ha un valore incomparabile.

Ma allora viene da chiedersi: che futuro ha l’Italia? Possibile che non si riesca a comprendere come la strada imboccata sia senza uscita e non porti da nessuna parte? Proseguendo per questa via non troveremo mai uno sbocco, c’è una sola cosa da fare:

TORNARE INDIETRO

E quando saremo tornati al bivio in cui ci siamo trovati riprendere il cammino sulla strada Maestra, quella che ha reso l’Italia un Paese unico!

Giancarlo Marcotti

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