Lo Stato interposto tra medico e paziente. L'inquinamento della politica sulla scienza

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Qui non siamo più nell’ambito della scienza e delle ricerca, siamo nell’ambito politico: questo è l’inquinamento della politica sulla scienza. C’è la prevaricazione della politica sulla scienza perché la politica mi impone terapie coercitive che disattendono il dato scientifico, per cui pretendono di creare dei protocolli vincolanti, cui deve sottostare sia il medico ospedaliero che il medico convenzionato. La gravità del momento attuale è questa e questo oltretutto disattende e invalida completamente elementi base dell’etica medica di sempre, perché il medico deve prescrivere secondo scienza e coscienza, non secondo la politica o i protocolli di un governo. Risponde al paziente e alla sua coscienza, non allo Stato: lo Stato si è interposto arbitrariamente nel rapporto tra medico e paziente, lo ha alterato. Per cui il danno è politico, e la politica, tra la miriade di danni che ha prodotto, ha prodotto anche il decadimento della salute, imponendo arbitrariamente e tirannicamente terapie obsolete, illogiche e inefficaci.

La medicina è gestita da un élite, sono quelli che la professoressa Anghel e il Nobel Schekman hanno chiamato “la Comunità Scientifica” o i “Vertici del potere” o coloro che gestiscono la medicina. Il potere conferisce a un’élite un’investitura, questi fanno parte della Comunità Scientifica, la Comunità Scientifica pontifica, ma pontifica in maniera dogmatica, incontestabile e infallibile. Chi contesta è un eretico, perciò hanno creato un gruppo di potere e l’hanno chiamato Comunità Scientifica. In questa Comunità Scientifica ci sono una serie di icone che vengono riproposte in maniera ossessiva all’opinione pubblica, sono queste che di volta in volta sono chiamate a scomunicare oppure ad approvare determinate iniziative scientifiche che poi diventano commerciali, naturalmente. Il Nobel Schekman e la professoressa Anghel, per vent’anni direttrice scientifica della prima rivista del mondo, hanno denunciato e si stanno aggiungendo tutta una serie di denunce e cominciano ad avere qualche preoccupazione, perché hanno esagerato. Per cui non è la comunità medica, sono i vertici, quelli che gestiscono il potere medico, e gestiscono le carriere universitarie, il successo, il prestigio, la notorietà, anche internazionale determinati soggetti. Per cui la strada, la strategia, la scelta terapeutica viene pilotata da questi personaggi, che naturalmente sono posti in posizione rilevante nella gestione di istituzioni sanitarie e internazionali.

Si sono lamentati perché in Italia fanno pochi vaccini, però non hanno considerato la quantità documentatissima di danni gravissimi, di bambini autistici, di cui non bisogna parlare. Quei disgraziati che hanno mandato a farsi accoppare all’estero nelle famose missioni, che si sono ritrovati con l’uranio impoverito e una miriade di vaccini, quanti linfomi ci sono stati? Non li hanno neppure riconosciuto la causa di servizio. Hanno una quantità inverosimile di vaccinazioni, tutto condito con uranio impoverito. Tra poco lo diamo ai bambini perché le nostre istituzioni sanitarie, chiamate a pronunciarsi hanno detto: ‘No, non fa niente, per carità, l’uranio impoverito non fa niente’.
L’Italia viene richiamata perché fanno pochi vaccini. Non avete sentito parlare dei morti di vaccino per l’influenza? È stato silenziato, è scesa la censura, è sceso il velo, perché? È stata forse stabilita la causa? Sono morti per caso! Sono i vertici, le icone, quelli che sono insindacabili, quelli che pontificano, quelli che sono infallibili, quelli che hanno i dogma.

Giuseppe Di Bella FONTE LA FUCINA

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