Lo spread di Renzi - di Giuliano Augusto

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Lo spread di Renzi - di Giuliano Augusto

Lo spread tra i Btp italiani decennali e i Bund tedeschi è sceso venerdì scorso sotto quota 100 punti. Una notizia che ha fatto esultare Renzi e Padoan e tutti i giornali fiancheggiatori. I mercati credono nell'Italia, o meglio credono in quel fenomeno dell'ex sindaco di Firenze e dell'ex capo economista dell'Ocse. Questa la tesi sostenuta nei Palazzi politici e finanziari, più che altro perché questa menzogna, perché di menzogna si tratta, serve a perpetuare il dominio del blocco affaristico che ha preso in mano l'Italia e che intende, in futuro, spolpare i cittadini con l'introduzione di una tassa patrimoniale. I conti sono presto fatti. Lo spread, come differenziale di rendimento tra due titoli di Stato, misura l'affidabilità che i mercati finanziari gli attribuiscono. Affidabilità come solvibilità sul lungo periodo e come regolare corresponsione degli interessi. E l'Italia, che è gravata da un 135% di debito pubblico rispetto al Prodotto Interno lordo, in tale ottica è messa piuttosto male. Come può pensare l'Italia di restituire tale debito se la sua economia è di fatto ferma e se da oltre due decenni è stato avviato un processo di deindustrializzazione che ha interessato l'industria “pesante”, in settori come la siderurgia e cantieristica, che producono un effetto moltiplicatore in altri settori? Una deindustrializzazione che è andata di pari passo con il passaggio sotto controllo straniero di attività strategiche come le telecomunicazioni. Una deindustrializzazione impostaci dai nuovi equilibri internazionali e che i governi che si sono succeduti, Berlusconi, Prodi, D'Alema, Monti e Letta hanno cavalcato, anche per guadagnarsi meriti in quel di Wall Street e della City. Per Monti e Prodi, tanto per dire, è stato come sfondare una porta aperta, viste le loro acclarate relazioni con la Goldman Sachs. Se l'economia non gira, è gioco forza concludere che ci saranno sempre meno soldi per restituire il capitale preso a prestito. Così se lo spread cala, questo non è sicuramente merito delle “manovre” del duo Renzi-Padoan che finora hanno messo in cantiere soltanto misure atte a incidere sulle uscite di cassa e quindi a tenere il disavanzo sotto il tetto del 3%. Misure tampone e che infatti non hanno inciso sul debito pubblico che continua ad attestarsi al 135% ed oltre, un dato che fa dell'Italia il secondo Paese europeo più indebitato dopo la Grecia, fiera del suo 180%. Lo spread cala soltanto perché già si sconta il fatto che dalla prossima settimana cominceranno gli acquisti di titoli a lungo termine da parte della Bce. Acquisti dei quali andranno a beneficiare le banche, comprese quelle italiane, che li detengono in portafoglio. Acquisti che si andranno a sommare a quelli già effettuati dal Fondo europeo salva Stati (Esm). La Bce finora acquistava soltanto titoli a breve poi l'Alta Corte europea le ha dato il via libera sugli altri, gettando le basi per equiparare l'istituto di Francoforte alla Federal Reserve Usa. E soprattutto per trasformare la Bce di Goldman Sachs Draghi nel Moloch finanziario che avrà in mano le redini di fatto di tutta l'Unione Europea. Nel caso specifico italiano, lo spread sotto quota 100 non riflette né può riflettere la realtà del nostro Paese. Nel novembre del 2011, quando Berlusconi fu disarcionato (a causa degli accordi imbastiti con Putin e Gheddafi, grazie ai quali Mosca aveva rimesso piede nel Mediterraneo), il debito pubblico era al 120,1% e lo spread a 570 punti. La conclusione ovvia che se ne deve trarre è che i mercati finanziari sono drogati dagli interventi della Bce come da quelli della Fed. Ma si tratta di misure che, se da un lato arricchiscono le banche private (chi si trova nel meccanismo di creazione della liquidità ci guadagna infatti sempre), dall'altro non fanno altro che rinviare la definitiva e inevitabile resa dei conti (alla fine qualcuno dovrà pur pagare i conti) che lascerà soltanto macerie dietro di sé. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23719#sthash.lfJwxQFd.dpuf

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