L'Italia, la Russia, il pericolo di guerra - Editoriale di Liliana Gorini, Presidente di MoviSol

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

L'Italia, la Russia, il pericolo di guerra - Editoriale di Liliana Gorini, Presidente di MoviSol

In un improvviso, ed inatteso, slancio di indipendenza, Renzi ha avuto questa settimana un incontro di quattro ore con Putin a Mosca. Dopo aver seguito ossequiosamente Obama e la Merkel per oltre un anno e su ogni questione (le sanzioni, le provocazioni contro la Russia, bloccare ogni discussione sulla separazione bancaria in Parlamento) si è recato a Mosca ed ha dichiarato: "siamo comunità diverse ma unite nella lotta contro il terrorismo. Credo sia fondamentale che in questa partita la Russia giochi il ruolo decisivo".

"Abbiamo discusso di Siria, di Iraq, anche di Iran, ed è stata una discussione profonda e molto proficua" ha aggiunto Renzi. Sull'Ucraina, ha rilanciato la proposta avanzata da Gentiloni sul "modello" del Trentino Alto Adige per l'autonomia del Donbass, in cui le milizie neonaziste legate all'esercito di Kiev uccidono impunemente la popolazione civile. Putin e Lavrov hanno accolto la proposta italiana di un maggiore coinvolgimento della Russia nella situazione in Libia, che sta sfuggendo al controllo con l'avanzata delle truppe dell'Isis e il conseguente aumento di profughi di guerra verso l'Italia. Il timore di attentati dell'Isis nel nostro paese, e di un'ondata di migranti che l'UE si rifiuta di gestire, hanno evidentemente indotto Renzi a chiedere aiuto altrove.

Tutti sanno che l'ISIS è stato foraggiato e armato indirettamente dalla Casa Bianca e dagli inglesi, tramite i loro alleati sauditi e del Qatar, e tramite i ribelli siriani che poi hanno passato le armi agli jihadisti. Jihadi John, il tagliagole dell'Isis, appartiene ad un "quartetto" di terroristi inglesi in Libia che si autodefinisce "i Beatles". Chissà se la regina Elisabetta farà baronetti anche loro. I russi hanno invece offerto la propria esperienza, e i propri Speznaz (truppe speciali) per combattere l'Isis sul campo. Fa bene Renzi a chiedere il loro coinvolgimento. Insieme alle donne curde, sembrano gli unici veramente capaci di affrontare l'emergenza. È interesse della Russia sconfiggere lo Stato Islamico, e mettere fine al pericoloso fenomeno dei "foreign figthers", molti dei quali sono ceceni.

Nell'incontro si è parlato anche dell'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che ha ricevuto gli elogi di Putin: "Rappresenta degnamente la repubblica italiana, le donne italiane, ce ne sono tante" come lei. Sulla questione delle sanzioni, è evidente il pressing delle imprese e delle associazioni di categoria, che hanno più volte protestato negli ultimi mesi facendo notare che le sanzioni colpiscono duramente la nostra economia, già allo stremo. Prima dell'incontro con Putin, Renzi ha incontrato la comunità italiana, l'ENI ed altre imprese che lavorano in Russia e che dipendono da rapporti di cooperazione. Un altro segnale in controtendenza è giunto questa settimana dal viceministro per lo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, che alla prima riunione del Consiglio Energia UE a Bruxelles ha annunciato che l'Italia dirà di no agli acquisti collettivi di gas da parte dell'Unione, pensati anche questi in funzione anti russa.

Ma credo che il fattore principale sia stato il pericolo di guerra. Nonostante i ripetuti moniti di Lavrov e dello Stato Maggiore Russo (vedi), Obama continua imperterrito con le sue provocazioni, che includono la modernizzazione delle bombe nucleari in Europa, incluso il nostro paese, benché violino palesemente il Trattato di non Proliferazione. E c'è perfino chi pensa ad una guerra nucleare limitata in cui la Russia non avrebbe il tempo di reagire. Forse ispirato dai numerosi "no" del governo greco, all'austerità ed al commissariamento della Troika, il governo italiano sembra deciso finalmente a dire "no" alla terza guerra mondiale. Sembra che i moniti di Lavrov e del Generale Burbin, vicecapo delle Forze Missilistiche Strategiche russe, abbiano sortito qualche effetto, almeno in Europa (prima di partire per Mosca, Renzi si è sentito in videoconferenza con Hollande e la Merkel, a quanto pare ugualmente preoccupati per le continue provocazioni di Obama).

La via del dialogo e della cooperazione economica coi BRICS è l'unica da seguire per evitare la guerra. Lo ribadisce la nostra petizione (vedi) sottoscritta dal dicembre scorso da centinaia di personalità importanti da tutto il mondo, inclusa la Russia e l'Italia.

Fonte: www.movisol.org

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