Janet Yellen: la “spacciatrice”

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Janet Yellen: la “spacciatrice”

Come nelle previsioni è stata tolta la parola “paziente” dalla forward guidance sui tassi di interesse, ma contemporaneamente la Yellen ha profuso tanto di quel miele da saziare un’intera famiglia di orsi.

Nei giorni scorsi la presidentessa della Fed aveva annunciato che dal momento in cui veniva tolto il termine “pazienza” i tassi comunque non sarebbero stati alzati perlomeno per altre due riunioni del FOMC.

Ebbene oggi, come detto, nel comunicato della Fed non viene più riportata la parola “paziente”, ma la Yellen ha immediatamente precisato che i tassi non verranno alzati perlomeno fino al mese di settembre (e non ha specificato di quale anno!).

Le stime sui Fed Funds per la fine dell’anno sono state ridotte, anzi dimezzate!!! Ora i tassi a dicembre sono stimati ad uno 0,625% (stima precedente 1,125%) ma ormai ci sono analisti che ritengono non ci sarà alcun rialzo dei tassi nell’anno in corso!!!

Come si può pensare di continuare in queste condizioni? E’ ovvio che quando verranno alzati i tassi i mercati storneranno, ma soltanto perché si adegueranno alla situazione economica “reale”, ossia smetteranno di essere drogati!

Al momento i mercati, invece, non vogliono rinunciare allo “sballo”, e siamo così arrivati alla “dipendenza”, al punto che appena viene a mancare la “roba” si entra immediatamente in “crisi di astinenza”.

Ed allora arriva la Yellen ci fornisce un’altra “dose” e tiriamo avanti un altro mese.

E’ evidente che se vogliamo riprendere a condurre una vita sana dobbiamo disintossicarci, ed è altrettanto evidente che più ritardiamo la terapia e più lunga, difficile e faticosa risulterà la cura.

C’è chi dice che questa commedia andrà avanti fino a novembre del 2016, ossia fino alle prossime elezioni presidenziali negli Usa, e questo perché se il tutto scoppiasse prima determinerebbe inequivocabilmente l’esito elettorale.

Ma se fosse così sarebbe la più grande sconfitta per la democrazia, dovremmo preferire le dittature che garantirebbero una maggior efficienza. La mia è un’evidente provocazione, ma serve a rendere chiaro il concetto, non possiamo con due anni di anticipo evitare di prendere decisioni “impopolari” per motivi di convenienza politica.

Uno statista deve agire per il bene del proprio Paese, non della propria poltrona, sarà la storia a dare un giudizio e non ammetterà appelli.

E’ per tutti questi motivi che questo ennesimo rinvio nel riportare sugli stessi binari finanza ed economia deve essere letto non solo come una cocente sconfitta, ma come un atto estremamente pericoloso, stiamo giocando coi fiammiferi all’interno di una fabbrica di fuochi d’artificio.

Giancarlo Marcotti

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