Si potrebbero evitare solo nel Regno Unito circa 45mila morti premature ogni anno.

Per centrare l'obiettivo basterebbe, non eliminare del tutto, ma almeno ridurre il consumo di carne. E' il risultato di una ricerca commissionata dall'associazione Amici della Terra all'Università di Oxford. La notizia è riportata sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, attualmente presieduta da Luciana Baroni, che fa parte nel nostro comitato scientifico.

La ricerca in questione – leggiamo sul sito – fa anche "notare come la carne lavorata (insaccati e simili) sia ancora più dannosa per la salute rispetto a quella "fresca", ma come invece non ci sia alcuna differenza - dal punto di vista salutistico - tra "carne rossa" (cioè manzo, maiale, agnello), "carne bianca" (pollo) e pesce, perché tutta la "carne" degli animali d'allevamento intensivo è diventata negli ultimi decenni sempre piuù grassa, vale a dire contiene sempre più grassi saturi e colesterolo e sempre meno proteine".

"Dati recenti dei ricercatori della London Metropolitan University hanno infatti dimostrato come un tipico "pollo di supermercato" contenga oggi una quantità di grassi 2,7 volte superiore a quella del 1970 e il 30% in meno di proteine; di conseguenza, la quantità di calorie è aumentata del 50%. Questo vale anche per i polli di allevamento biologico: la loro carne contiene un po' più di proteine e un po' meno grassi, ma la differenza non è molto elevata".

I rischi legati al consumo di carne riguardano soprattutto le malattie cardiovascolari e i tumori.

http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1170

Si potrebbero evitare solo nel Regno Unito circa 45mila morti premature ogni anno.

Per centrare l'obiettivo basterebbe, non eliminare del tutto, ma almeno ridurre il consumo di carne. E' il risultato di una ricerca commissionata dall'associazione Amici della Terra all'Università di Oxford. La notizia è riportata sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, attualmente presieduta da Luciana Baroni, che fa parte nel nostro comitato scientifico.

La ricerca in questione – leggiamo sul sito – fa anche "notare come la carne lavorata (insaccati e simili) sia ancora più dannosa per la salute rispetto a quella "fresca", ma come invece non ci sia alcuna differenza - dal punto di vista salutistico - tra "carne rossa" (cioè manzo, maiale, agnello), "carne bianca" (pollo) e pesce, perché tutta la "carne" degli animali d'allevamento intensivo è diventata negli ultimi decenni sempre piuù grassa, vale a dire contiene sempre più grassi saturi e colesterolo e sempre meno proteine".

"Dati recenti dei ricercatori della London Metropolitan University hanno infatti dimostrato come un tipico "pollo di supermercato" contenga oggi una quantità di grassi 2,7 volte superiore a quella del 1970 e il 30% in meno di proteine; di conseguenza, la quantità di calorie è aumentata del 50%. Questo vale anche per i polli di allevamento biologico: la loro carne contiene un po' più di proteine e un po' meno grassi, ma la differenza non è molto elevata".

I rischi legati al consumo di carne riguardano soprattutto le malattie cardiovascolari e i tumori.

http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1170

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