Euro? In Sardegna si usa il Sardex, una nuova moneta complementare

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Euro? In Sardegna si usa il Sardex, una nuova moneta complementare

Uscire dall’Euro? Scavalcando scelte e discussioni politiche, in Sardegna ci stanno per certi versi già provando, tramite una nuova moneta complementare, che sta riscuotendo un successo inaspettato. Il suo nome è “Sardex”, esiste dal 2009, e in quattro anni la sua presenza sembra aver portato uno sviluppo economico che la moneta ufficiale non è riuscita a portate,incrementando il fatturato delle imprese locali del 15-20%.
Quello del Sardex è un progetto ambizioso, che nonostante la crisi vuole realizzare in Sardegna un laboratorio per l’isola de futuro e un nuovo modello di cooperazione delle comunità locali. Si tratta di una moneta complementare e supplementare che si affianca, ma in alcuni casi sostituisce, l’Euro, e ne ha parzialmente controbilanciato le difficoltà. Sardex mette a disposizione delle aziende locali un circuito digitale che consente loro di sostenersi e finanziarsi a vicenda senza alcun interesse. E l’esperimento ha avuto un successo tale che diversi imprenditori di tutta Italia stanno pensando di importarlo anche in altre regioni: il Sardex è così già stato riproposto, con altri nomi, in Veneto (Venex), Piemonte (Piemex), Emilia Romagna (Liberex), Marche (Marchex), Lazio (Tibex), nella zona del Sannio (Samex) e in Sicilia (Sicanex).
Ma il successo del Sardex giunge così in profondità che addirittura alcuni imprenditori sono stati convinti a pagare parte degli stipendi o anticipi del TFR con questa nuova moneta locale. Sono stati oltre 1200 dipendenti delle aziende del circuito a chiederlo, facilitando peraltro le procedure per i pagamenti, in particolare per le aziende in crisi. Per esempio, per una ristrutturazione a casa, sono necessari 10mila Sardex. Il dipendente può chiederli come anticipo alla sua azienda e restituirà poi il credito a tasso zero in più rate: una procedura che alimenta il circuito dei consumi, dà nuovi stimoli all’imprenditoria e sarebbe quasi impossibile oggi, con un sistema bancario che fatica a erogare prestiti.
In Sardegna, insomma, è quasi già possibile vivere senza Euro, se non per spese ordinarie, e l’obbiettivo di Sardex, per il 2015, è raddoppiare il numero di transazioni effettuate: dai 30 milioni del 2014 a 60 milioni. Iniziative simili sono in ogni caso già esistenti da diversi anni in tutto il mondo, dove sono 5mila le monete complementari in circolazione.

Un successo che in Europa è aumentato di pari passo con la crisi economica, tamponando per certi versi gli effetti della caduta della moneta unica europea. Nel frattempo, a Varese e a Torino sono già partite iniziative per la messa in circolazione del “Bosino” e del “Taurino”, delle monete da utilizzare su base volontaria per scambiare beni e servizi, e in Sicilia è in fase di progettazione il “Tarì”, una moneta complementare che riprende il nome di quella introdotta nel medioevo dagli arabi. Vedremo se anche questi esprimenti avranno lo straordinario successo del Sardex.

https://it.notizie.yahoo.com/sardex-moneta-complementare-sardegna-200714515.html

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