Candy Crush, l'app nata durante un bagno

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Candy Crush, l'app nata durante un bagno

Avrebbe potuto diventare un dentista, ma ha preferito l'avventura e di questo gli sono grati mezzo miliardo di persone. Parliamo diRiccardo Zacconi, l'inventore di Candy Crush. In un'intervista rilasciata a Repubblica, ha raccontato aneddoti e retroscena sulla sua vita e quella dell'app che lo ha reso famoso in tutto il mondo, che sembra essere nata durante un bagno.

La società alle spalle di Candy Crush è la King,start up fondata nel 2002 da Riccardo Zacconi, con sede a Londra (nello stesso palazzo arancione progettato da Renzo Piano che ospita Google) e oggi quotata in borsa. Nel 2014, al suo ingresso a Wall Street, fu valutata 7 miliardi e mezzo di dollari, la cifra d'ingresso più alta della storia per una società britannica.

Ma Zacconi non è sempre stato il timoniere di King. Figlio di un dentista romano, ha deciso di vivere una vita di imprevisti e, dopo la laurea in economia e commercio, ha iniziato a girare l'Europa, tenendo fissa l'attenzione su Internet. Poi la svolta: vende la società di consulenza costruita a Monaco e vince una borsa di studio per imprenditori a Londra. Il suo compito era uno solo:cercare delle idee.

Pensate che Candy Crush sia la prima cosa che gli sia venuta in mente? Sbagliato. "Quella è stata la cinquantesima", ha dichiarato Zacconi a Repubblica. "E non era proprio mia, ma del team di maghi del software che avevo conosciuto a Monaco e ho portato con me". Così dopo aver scoperto la miniera d'oro costituita dalle app di online dating, Londra è diventata per lui il simbolo dell'era dei giochi per telefonino. Uno del team ha avuto l'idea che oggi conosiamo come Candy Crush mentre faceva il bagno.

Secondo Zacconi la ragione del successo di Candy Crush è una sola: tra tutti i giochi per mobile, il suo "è il più bello. Perché si può giocare gratis. Perché per velocizzarlo o ricevere bonus bastano micropagamenti di pochi centesimi. Perché puoi giocare contro gli amici".

Proprio quei micropagamenti sono alla base di una nuova filosofia che sta crescendo nelle app di videogame: si chiama "freemium", una crasi tra "free" e "premium". "Offrendo qualcosa gratis raccogli centinaia di milioni di utenti che diventano una ricchezza in termini pubblicitari. E se chiedi loro un micropagamento di pochi centesimi, moltiplicato per centinaia di milioni, diventa una formidabile fonte di entrate". E se l'idea di pagare per un gioco vi sembra folle, vi sbagliate: l'importante, racconta Zacconi, è offrire un reale valore aggiunto, qualcosa di veramente utile, ma che costa molto poco.

Mentre lui non sembra amare solo Candy Crush, una squadra di 60 persone studiano i comportamenti degli utenti del gioco per non far invecchiare l'app e perfezionarla continuamente. Ad ora Candy Crush ha 800 livelli e, a chi accusa l'app di creare dipendenza, Zacconi risponde: "Una partita dura tre minuti. Dopo avere consumato cinque vite, sei eliminato. Il gioco è strutturato in modo da non durare a lungo. Le statistiche mostrano che è soprattutto un passatempo per le pause morte: mentre aspetti il bus o in metrò".

Come vede il futuro Riccardo Zacconi? Ovviamente roseo, quasi caramellato: "Non posso predire che valore avrà il titolo domani. Ma posso assicurare ai nostri azionisti che fra un anno e mezzo saranno contenti. La strategia a lungo termine è solida. Abbiamo grandi piani". L'obiettivo è conquistare quell'altro mezzo miliardo di giocatori sparsi nel mondo.

https://it.finance.yahoo.com/notizie/riccardo-zacconi-candy-crush-150957408.html

Commenta il post