Smetto quando voglio - di Paola Baiocchi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Smetto quando voglio - di Paola Baiocchi

La cannabis è la sostanza psicoattiva più usata al mondo e tra i giovani italiani (15-19 anni). E crescono i consumi delle nuove droghe sintetiche, sfornate a ritmi industriali, rendendone più difficile l’individuazione.
I dati della relazione 2014 al Parlamento del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) confermano la tendenza alla diminuzione del consumo degli stupefacenti in Italia degli ultimi 11 anni, anche se con minore intensità rispetto al periodo tra il 2008 e il 2010. Registrano anche una tendenza alla crescita nel consumo della cannabis nella fascia d’eta tra i 15 e i 19 anni.
Sono diminuite in tutto il mondo, Europa e Italia compresa, le morti per droga, le infezioni correlate e le incarcerazioni, tanto che il Dpa ha invitato a non considerare la legalizzazione una soluzione, tra l’altro non prevista né dall’Onu, né dalla Ue e non attuata nella stragrande maggioranza dei Paesi.
Anzi il Dpa ha ricordato che «le sostanze tossiche e in grado di dare una forte dipendenza piu utilizzate al mondo e che generano il maggior contributo in termini di mortalità e morbilità sono proprio le due sostanze piu legalizzate, cioé l’alcol e il tabacco».
Ma come sono percepite le droghe dai giovani? Ne abbiamo parlato con Sabrina Molinaro, epidemiologa che per il Cnr segue Espad, la ricerca internazionale sui comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze illegali tra gli studenti delle scuole medie superiori. «“Le canne non fanno male”, “la cannabis e una sostanza naturale”, “nessuno è mai morto per una canna”, sono alcune delle opinioni piu comuni tra i giovani sulla cannabis, che e la sostanza psicoattiva piu utilizzata al mondo, sia nella popolazione generale, che in quella scolare.
La maggioranza dei giovani, e anche degli adulti, pensa che il consumo di cannabis sia poco rischioso e accettabile. Dei 580mila studenti italiani
che hanno utilizzato cannabis durante l’anno, poco piu di 132mila hanno un consumo problematico (il 23%, cioe il 5,6% degli studenti)».
Se fumi la tua giornata è più corta
Il problema e come parlare ai piu giovani che sono i piu a rischio dal punto di vista della salute e del rendimento. Per Sabrina Molinaro, si devono attivare politiche educative che sappiano parlare ai piu giovani: «Funzionano molto bene i programmi educativi, che raggiungono i ragazzi a scuola con argomenti immediati. Per loro la minaccia che la droga danneggia il cervello e remota, mentre è efficace prospettargli che se fuma la sua giornata è piu breve, perché non riesce o non ha voglia di fare le cose». Anche perché spesso in associazione alla marijuana si trovano altri consumi come, alcol, tabacco e gioco d’azzardo.
Esistono validi programmi di educazione precoce dai 6 agli 8 anni: peccato che i tagli alla spesa pubblica infieriscano sugli investimenti regionali
nella prevenzione selettiva, calati nel 2012 del 33,1%, mentre i benefici derivanti dall’azione socio- sanitaria si possono calcolare in 7 miliardi a
fronte di ogni miliardo investito.
Oltre alla cannabis, le droghe “emergenti” sono quelle sintetiche e tra questi anche i cannabinoidi di sintesi, sostanze monitorate dal Sistema
nazionale di allerta precoce e riscontrate nei rilevamenti che l’Istituto Mario Negri di Milano esegue da anni sulle acque reflue a monte dei depuratori cittadini. Come ci spiega Ettore Zuccato, coordinatore del progetto: «Nel corso di quest’anno abbiamo visto un 30% in piu di THC; mentre tra il 2008 e il 2009 abbiamo visto quasi un dimezzamento dell’uso di cocaina, arrivata ora a sei dosi ogni 1.000 persone, forse in relazione alla crisi economica, mentre negli ultimi tre anni e rimasta stabile l’eroina. Ma a fronte della diminuzione di sostanze come l’ecstasy c’e da chiedersi con che cosa e stata sostituita: per questo stiamo eseguendo gli screening su centinaia di nuove sostanze, di cui non si conoscono gli effetti sulla salute, che vengono immesse magari variando di poco la formula di una droga gia classificata illegale». 

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