"Siamo la generazione second o multi screen"

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Non ha bisogno di controllare le statistiche di vendita l'esperto di new media e docente Usi Lorenzo Cantoni per confermare i nuovi modi di "consumare" televisione. "Indipendentemente dai dati ufficiali è già evidente che i nuovi telespettatori, con diversi modi di 'guardare' la tv sono molti di più di quanto rilevino gli studi del settore - conferma il decano della Facoltà di scienze della comunicazione di Lugano -. Non si tiene conto, infatti, di quanti pur davanti ad un programma tv hanno comunque un tablet o smartphone in mano collegati online".
Parliamo dei nativi digitali?
"Non è una definizione corretta, perché limitata solo a chi è nato e cresciuto con le nuove tecnologie. Parlerei di una più vasta fascia 'multiscreen' o "second screen" che interagisce, magari seguendo lo stesso programma tv, sui social network, chattando, intervenendo. E, perché no, seguendo contemporaneamente tutt'altro".
Abbiamo perso il fascino del 'bello della diretta'?
"Ma quello ormai vale soprattutto per gli eventi sportivi, per le news o un fatto di cronaca che sta polarizzando l'attenzione. Non credo che la diretta televisiva abbia più, agli occhi dello spettatore, l'importanza che le si attribuiva".
Ma non sono soprattutto i giovani che, sfuggendo alle gabbie orarie dei palinsesti, seguono le serie preferite?
"Le trasmissioni in streaming hanno il vantaggio di poter essere seguite quando si vuole e in mobilità. E l'uso della differita non è solo appannaggio dei giovani, la stessa SwissTv consente trenta ore di replay della programmazione. Non c'è da stupirsi se il televisore ultimo modello ha lasciato il posto, tra gli oggetti del desiderio e nelle vendite, ai gadget multimediali supertecnologici, smartphone, tablet o phablet che siano, che permettono di vedere film, videoclip, serie online".
Ma quelli, a differenza dei televisori, vengono sostituiti tendenzialmente da modelli nuovi ogni uno, due anni...
"Abbiamo televisori nuovi, grandi come ci permetteva la parete di un locale,il problema non è cambiarli, ma come eliminarli..."

di Ezio Rocchi Balbi

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