Si vendono meno tivù il film si guarda online

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Si vendono meno tivù il film si guarda online

Il bello della diretta si sta trasformando nel bello della differita. Sì, perchè il forte calo delle vendite di televisori, dovuto un po' anche alla saturazione del mercato, sconta soprattutto i nuovi modi di guardare film, serie e sport: rigorosamente online, in streaming su pc portatile o tablet. Il grido d'allarme era già partito lo scorso anno, quando il rapporto dell'Idate, l'Istituto dell'audiovisivo e delle telecomunicazioni in Europa, aveva registrato una vistosa frenata dell'elettronica di consumo a livello globale. E osservando nel dettaglio i diversi settori a pagare lo scotto maggiore era la "vecchia" tivù, con un calo previsto del 7%.
L'ondata di disaffezione, in realtà, è andata ben oltre le fosche previsioni. Nel Regno Unito si conteggia un calo nei volumi di vendita pari a 500 mila apparecchi televisivi in meno in un anno; in Italia nell'ultimo biennio le vendite sono calate di 1,7 milioni di pezzi, come dire un televisore su quattro invenduto rispetto al 2011. E negli Stati Uniti, che non hanno mai lesinato sull'elettrodomestico più diffuso, si calcola che su dieci giovani che mettono su casa soltanto due ormai la corredano di televisore.
È la dimostrazione che, rispetto ai genitori e alle generazioni precedenti, che ancora consideravano la tivù una sorta di "caminetto" moderno davanti al quale radunarsi la sera in famiglia, i nativi digitali non solo non le riservano il posto d'onore in salotto, ma neanche la vogliono più in cameretta. Intendiamoci, questo non vuole assolutamente dire che assisteremo alla scomparsa del televisore, ma certo il suo regno traballa.
E visto che l'effetto, qui alla periferia dell'impero, arriva sempre in ritardo rispetto alle tendenze americane, tanto vale osservare i rilevamenti made in Usa sul consumo televisivo. Stando all'ultimo rapporto Nielsen "Zero Tv household" gli americani che non guardano più la tv tradizionale, perché preferiscono il video streaming, rappresentano solo il 5% dei telespettatori. Una piccola fetta, ma quanto basta a Nielsen (che non può lasciarsi sfuggire le tendenze di mercato future) per analizzare le famiglie "zero tv" che preferiscono guardare i contenuti video su un'altra piattaforma. Il 37% dei "nuovi" consumatori lo fa dal pc, il resto comunque via internet, da smartphone o da tablet. Che il mondo della tivù vada sempre più in onda online lo fa presagire anche il fenomeno Netflix, la più grande piattaforma di streaming on demand, che negli Usa ha visto, dal suo insediamento, il 23% dei suoi abbonati disdire l'abbonamento alla tradizionale via cavo. La visione online, tra l'altro, offre la varietà. Non solo, quindi, la possibilità di vedere in streaming programmi o film televisivi, ma anche di usare i social network, video-chatting, Tumblr, mobile gaming o comunque l'accesso a una gran mole di notizie o intrattenimento. E piattaforme come YouTube che, a sorpresa, rappresenta in Svizzera il maggior consumo di traffico dati tra tutti gli abbonati alla telefonia mobile a banda larga. Per tacere dell'Italia che, secondo uno studio di Rovi, azienda californiana leader nella personalizzazione dell'entertainment digitale, si piazza al primo posto nel mondo per il video streaming da dispositivi mobili.
Bisogna anche ammettere, però, che la diffusione della tv digitale nell'ultimo lustro ha costretto tutti i consumatori a sostituire gradualmente ma velocemente tutto il "parco macchine" esistente. E per quanto le tivù di ultima generazione - a 4K, smart-tv, sottilissime - siano allettanti e molto, molto meno costose che in passato, il problema è di difficile soluzione: che fare di quella "vecchia", che ha sì e no quattro anni di vita? I figli in cameretta il televisore non lo vogliono più, hanno già il tablet...

Di Ezio Rocchi Balbi

Fonte: www.caffe.ch

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: