Propaganda Usa alla frutta con Putin: la solita storia del “ nemico pazzo”

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Propaganda Usa alla frutta con Putin: la solita storia del “ nemico pazzo”

Non viviamo in tempi come tutti gli altri.....

Quando non si sa più che dire si gioca la carta della “pazzia”.

“Putin soffre della sindrome di Asperger”, ha riferito il 5 febbraio l’Ansa senza battere ciglio, dopo che l’ordine di diffondere la “notizia” era partito dall’America il giorno prima.

La suddetta pagina dell’Ansa è datata 6 febbraio, ma se si controllano le parole che compongono il “link” vi si distingue chiaramente (“2015/02/05”), il che prova che la prima “notizia” era stata diffusa il giorno prima, quando vi si aggiungeva che dalla stessa sindrome – non invalidante, ma che influisce sulla “personalità” di chi ne è affetto – erano interessate personalità “geniali” come Albert Einstein.

E chi è che avrebbe fatto questa mirabolante scoperta? Manco a farlo apposta, una “scienziata” americana, Brenda Collins, esperta della scuola navale del Rhode Island, secondo la quale Putin “avrebbe sofferto un grosso evento emisferico al lobo sinistro temporale della corteccia prefrontale”. Il 5 febbraio, per la verità, il parere della Collins era riportato con maggior dovizia di particolari, al punto che probabilmente il “danno” si sarebbe verificato già in epoca prenatale! Insomma, “tarato” dalla nascita (la “notizia” del 6/2 corregge il tiro e riporta il danno, più “verosimilmente”, alla “primissima infanzia”).

Ma su cosa s’è basata questa “luminare” che svolge ricerche per conto del Dipartimento della Difesa? Su filmati che – dai movimenti dello stesso Putin – evidenzierebbero le conseguenze del suddetto “grosso evento”, anche se “una diagnosi definitiva non sarà mai possibile senza uno scan del cervello del capo del Cremlino”.

Vladimir, Vladimir… che cosa aspetti a sottoporti ad una Tac? Te la fa direttamente il Pentagono!

Il tutto è tragicomico se si pensa che scansionando il cervello degli inquilini della Casa Bianca non vi si troverebbe molta “materia grigia”. A cominciare da quel “cervellone” di Bush jr., resosi celebre in tutto il mondo per le sue reiterate gaffe e le sue affermazioni oltre il limite dello psicopatico. Vi ricordate di come si muoveva impettito e robotizzato quando, uscendo dallo Studio Ovale, si avviava allo scranno per additare al mondo intero “il Male assoluto” del giorno?

Ma la Collins potrebbe anche applicarsi, con grande profitto per la ricerca “scientifica”, all’odierno “Presidente abbronzato”, il quale, a dire il vero, più che la “scienza”, offre molto da scrivere al giornalismo investigativo, perché è sinceramente imbarazzante propinare al mondo intero un personaggio letteralmente “inventato” per fargli recitare la parte del “messia”. E per di più un personaggio che, con ogni probabilità, non dispone nemmeno dei requisiti minimi, a termini di legge (USA), per rivestire quel ruolo (v. E. Perucchietti, NWO. New World Order. L’altra faccia di Obama. Il fallimento del sogno americano, Uno, Orbassano 2014 2a ed.).

L’America ha sempre avuto una predilezione per lo studio del cervello. Si pensi che un pezzo di quello di Mussolini è ancora in mano ad un istituto americano.

Il perché è implicitamente ammesso dallo stesso rapporto del 2008 ed oggi pubblicato da Usa Today: Putin è affetto da “un disordine della gamma autistica che influenza tutte le sue decisioni”. Da cui “lo stile autoritario dell’ex capo del KGB e la sua ossessione per il ‘controllo totale’ [che] sarebbero un modo per compensare la sua condizione che a sua volta si rifletterebbe” (e fin qui l’Ansa) “nel suo approccio decisionista e nel modo in cui governa” (di nuovo la Collins).

Tradotto in parole povere: come emerge un capo vero che non si piega all’America, la “scienza” deve dichiararlo in qualche modo malato di mente. Che cosa mai gli frullerà per la testa per non capire che deve sottomettersi alla “unica nazione indispensabile”?

La stampa “nostrana”, invece, si sottomette more solito alle veline d’Oltreoceano, perciò quasi tutti i giornali ripetono a pappagallo la “scoperta”.

Così il “Quotidiano Nazionale” («secondo il rapporto, lo sguardo sempre fisso di Putin è il segno di un problema neurologico e dell’incapacità a far fronte a segnali esteriori. Inoltre Putin, secondo il rapporto, mostrerebbe un'”ipersensibilità” e “una forte dipendenza dal combattimento, reazioni fredde che danno l’impressione di una fuga»), tanto per fare un esempio di un panorama giornalistico sconfortante che si accoda ad ogni scempiaggine che arriva dall’America.

Solo pochi non si accodano di buon grado, come “Il Giornale”, che per dare sostanzialmente dei “ciarlatani” agli Usa e alla loro propaganda prima interpella uno psichiatra italiano, poienumera i successi – davvero troppi ed eclatanti – per uno che sarebbe “disturbato”.

Uno che – è bene ricordarlo – è cintura nera di judo e sa pilotare un aereo. Bush jr., al massimo, sapeva sbattere la testa quando alzava troppo il gomito, mentre Obama non si schioda dalla sua parte di piazzista di “belle promesse”.

Va bene che in guerra ogni frottola è lecita, ma qui s’è perso davvero il senso del ridicolo.

Come quello di chi, per dare voce alla dichiarazione del Cremlino, che definisce il rapporto americano “una stupidaggine”, pensa bene di corredare la “rettifica” russa con una foto di Putin con degli strani occhiali, tanto per farlo sembrare per l’appunto un po’ matto.

Per quanto ancora dovremo sorbisci queste coglionaggini?

A giudicare dai commenti in calce dei lettori della stessa Ansa parrebbe che gli italiani disposti a farsi coglionare sono sempre di meno. Se ne consiglia la lettura (prima che vengano chiusi), perché danno il polso di uno scollamento sempre più evidente tra i media e la gente che s’informa, al di là della ciarlataneria dei “professionisti dell’informazione” e di chi dà loro l’imbeccata.

Quale “sindrome” s’inventeranno per stigmatizzare anche questo comportamento assai poco gradito?

http://www.ildiscrimine.com/propaganda-usa-alla-frutta-con-putin-la-solita-storia-del-nemico-pazzo/

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