Mons. Martinelli orgoglio dell’Italia

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Mons. Martinelli orgoglio dell’Italia

Ci sono italiani, sconosciuti agli “italiani”, che ci rendono orgogliosi di essere italiani! Naturalmente la ripetizione è voluta proprio per sottolineare che il nostro popolo non ha avuto straordinarie personalità solo nel passato, le può vantare tutt’ora!

Uno di questi è Padre Giovanni Innocenzo Martinelli, uso l’appellativo di Padre perché è quello che predilige, ma sarebbe corretto dire Monsignore in quanto stiamo parlando di un Vescovo, anzi del Vicario Apostolico di una città alla quale dovremmo tutti rivolgere la nostra attenzione: Tripoli.

Mons. Martinelli è nato sul suolo libico nel 1942 e ci è ritornato, per non andarsene più, quando non aveva ancora trent’anni, la famiglia è della provincia veronese, ma lui si sente legato alla terra che gli ha dato i natali e che ha sempre amato.

Per questo seppur in grandissimo pericolo lui, unico italiano rimasto, ha voluto dire a tutti “Io resto qui” ed, aggiungiamo noi, eventualmente fino al martirio.

Ma le mie parole non rendono il giusto merito a Mons. Martinelli, per questo preferisco usare le sue, sentite di quale immensa profondità:

“In chiesa sono venuti a dirmi che devo morire. Ma io voglio che si sappia che Padre Martinelli sta bene e che la sua missione potrebbe arrivare al termine. Ho visto delle teste tagliate ed ho pensato che anch’io potrei fare quella fine. E se Dio vorrà che quel termine sia la mia testa tagliata, così sarà, anche se Dio non cerca teste mozzate, ma altre cose in un uomo. Bisogna farsi coraggio, la Libia è un Paese che va amato. Bisogna capirlo e saperlo incontrare”

E prosegue dicendo:

“Dobbiamo trovare il modo di far risorgere questo Paese. Non con la forza , ma con il dialogo, che è mancato per troppo tempo. Credo che sia il momento più difficile di sempre. Con Gheddafi avevamo anche scambi di amicizia, era una persona intelligente, anche se a volte un po’ matto. Però, ecco, non ci faceva paura.”

Per concludere in maniera mirabile:

“Questo è il culmine della mia testimonianza. E se la fine dev’essere testimoniata col mio sangue, lo farò!”

Straordinario! Grazie Padre Martinelli. Grazie.

Giancarlo Marcotti

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: