La Grecia contro Tsipras: quell’accordo è una vergogna

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La Grecia contro Tsipras: quell’accordo è una vergogna

L’Europa ha visto, in tutti i sensi, anzi ha stravinto costringendo Tsipras a rimangiarsi fino all’ultima delle ambiziose (a volte irrealizzabili) promesse elettorali. Unica vera vittoria concreta? Non chiamare la Troika così, ma con un più generico “istituzioni”. Non oltre.

Tsipras List

Intanto il governo prepara la lista di provvedimenti che presenterà oggi ai partner europei, lista che, secondo le prime indiscrezioni, si limiterebbe solo a un vero e proprio elenco di provvedimenti che Atene prenderebbe, non si sa quando, per riuscire a trovare i fondi da restituire ai suoi creditori. Nessun numero, nessuna dato oggettivo, nessuna cifra accompagnerà l’elenco, con il rischio che questo, altro non farà che allungare ulteriormente il dibattito circa la ristrutturazione dei debiti della nazione. Dibattito che a differenza di quanto possono far credere dei facili entusiasmi, non è ancora finito. Non solo perchè il progetto di Tsipras&Co dev’essere ancora presentato e approvato, ma anche e soprattutto per il fatto che ciò che è accaduto, bene o male, rappresenta comunque un precedente che permetterebbe di ridiscutere il tutto.

Tutto cosa?

Semplicemente quel tutto che non potrà mai essere ripagato: un debito a 177% del Pil che è aumentato esponenzialmente proprio nel momento in cui è cominciata tutta questa storia, accompagnato da un un crollo del 30% della produzione dai suoi massimi, non è tecnicamente rimborsabile. Anche se le scelte per la tempistica e le modalità sono state ammorbidite, anche se l’Eurogruppo ha allungato di 4 mesi il suo piano di sostegno, anche se il target del disavanzo primario del 2015 sarà meno rigido, anche se le misure per la restituzione del capitale sono state cambiate, con la sola postilla che la cifra finale non differisca. In altre parole: fate come volete, purchè ci ridiate i soldi.

Ma non è facile per Tsipras riuscire a chiudere il cerchio, ancora di più se si pensa che adesso, il primo nemico del premier saranno proprio i greci, che stanno facendo scappare dalle banche i fondi, tanto che solo nella giornata di venerdì si è persa la cifra di un miliardo di euro e ancora di più il suo partito.

I malumori

Primo fra tutti Manolis Glezos, il primo partigiano greco che a suo tempo salì sul Partenone togliendo la bandiera dei nazisti e inaugurando così la lotta costro i tedeschi che occupavano la nazione. Oggi membro del comitato centrale di Syriza,l’ultranovantenne è arrivato a chiedere scusa al popolo greco per un accordo, quello preso a Bruxelles, che definisce una vergogna.E a quanto pare non è l’unico che sembra essere rimasto deluso visto che nel partito in molti iniziano ad essere diffidenti sulle reali possibilità di adempiere completamente al mandato elettorale che ha permesso, sull’onda della rabbia euroscettica, la vittoria di Syriza, la formazione di sinistra, alle ultime elezioni.

“Non ci può essere compromesso tra schiavo e padrone, né tra oppressore e oppresso".

Concorde anche Panagiotis Lafazanis, ministro allo sviluppo economico che fa notare come sia stato concesso troppo ai rappresentanti della Troika (o per cortesia, “istituzioni”) mentre alcuni membri del governo, già fanno intendere la possibilità delle dimissioni.

Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

Autore: Rossana Prezioso

Commenta il post