L'Italia sarà la prossima. Varoufakis lo sa. Gli italiani no

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

L'Italia sarà la prossima. Varoufakis lo sa. Gli italiani no

Le famiglie italiane si stanno arricchendo. Lo ha dichiarato Renzi al Parlamento europeo in occasione del discorso di chiusura del semestre di presidenza italiano. Quale sia la ricchezza di cui ha parlato il Premier (NasdaqGS: PINC - notizie) italiano non è dato sapere. Si, perchè anche volendo essere ottimisti, è difficile smentire non solo la logica dei numeri ma anche la semplice quotidianità che parla a chiare lettere di famiglie che non riescono a coprire con le entrate non più solo la quarta settimana del mese, ma anche la terza, ormai.

Ricchezza e risparmio

E per farlo sono costretti ad erodere il proprio patrimonio, quindi ad intaccare il risparmio. E farlo non equivale a una ricchezza. I numeri lo confermano: è vero che l’Italia ha il più alto tasso di risparmio privato, pari a 4mila miliardi di euro (parole del primo ministro) ma si tratta di ricchezza netta delle famiglie che è una cosa diversa dal risparmio. Infatti risparmio è quanto resta tra l’incasso del reddito e l’uscita dei consumi i un determinato periodo di tempo. Concetto senza dubbio estremizzato ma che fa capire bene come, con il tempo, questo tenda a stratificarsi, ad aumentare ma anche no, a seconda dell’andamento sempre diverso.

Tornando sempre alla ricchezza netta, quella che Renzi crede ricchezza delle famiglie, questa è ferma da oltre 7 anni ovvero dall’inizio della crisi, periodo in cui si è assistito anche alla caduta dei prezzi delle abitazioni, mentre la pressione fiscale è andata aumentando. Non solo, ma redditi fermi e disoccupazione hanno fatto al loro parte nel rendere più debole la situazione dei nuclei familiari sempre più esposti ai problemi di una crisi che non demorde e che è sempre più difficile da sanare. Ma non è la crisi la vera nemica dell’Italia, bensì l’Italia stessa o per meglio dire quel sistema normativo che imbriglia a sua volta quello produttivo. In altre parole la crisi non ha fatto altro che estremizzare un concetto di fondo: la nazione è organizzata male dal punto di vista dell’industria, dell’innovazione, del lavoro e della formazione delle nuove leve.

E non solo il debito italiano

Nuove leve che, prive di ogni effettiva preparazione, si trovano ulteriormente penalizzate da una flessibilità portata all'estremo, tanto che, dati resi noti ieri, la percentuale degli adulti tra i 18 ai 34 anni che decidono di restare a casa con i propri genitori, secondo Eurostat, nel 2013 ha toccato il 65,8%. Cosa stupisce di questo dato? Soprattutto il fatto che la scelta comprende anche chi un lavoro lo ha, a conferma che il calo del potere d'acquisto impatta, così come anche la difficoltà di accesso al credito e la perdita di fiducia in un futuro "a tempo determinato".

Avrà considerato anche questi fattori Yaris Varoufakis, neo ministro delle Finanze greche quando ha dichiarato che anche l’Italia si trova nella stessa situazione della Grecia e che ha un debito tecnicamente insostenibile?

La politica doppiogiochista

Renzi incontra Varoufakis e gli esprime la solidarietà dell’Italia verso la difficile situazione greca. La bce condanna la politica di Varoufakis e Renzi plaude alle parole di Draghi. Apparentemente dettata da una grave sindrome bipolare, in realtà le parole del premier italiano sono state dettate da un vero e proprio sentimento di terrore che aleggia da tempo in Europa: appoggiare al volontà popolar, soprattutto se va oltre i diktat dei vertici bancari e tedeschi, potrebbe costare caro. Infatti se nemmeno le poltrone di Monti e Letta, pregevoli adepti del miglior rigorismo berlinese, sono state adeguatamente salvaguardate, difficile che possano esserlo quelle di chi affianca e sostiene il perdente per eccellenza. Si, perchè Atene non ce la farà, non può farcela, a meno che non voglia veramente uscire dall’euro. Si è impelagata in un labirinto senza via di uscita. O per meglio dire in un labirinto nel quale Aleis Tsipras si sta perdendo: da una parte non può permettersi di rimangiarsi il programma elettorale, dall’altre non può permettersi di mantenerlo. La paura è che possa avverarsi al profezia di Alba Dorata e cioè il fallimento del neoeletto goverso di sinistra e l’arrivo del partito filonazista. Il che causerebbe veramente la catastrofe.

Di Rossana Prezioso

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