Il Grande Raggiro - di Umberto Bianchi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Da qualche giorno a questa parte, l’Italietta della crisi e delle tasse, sembra essere scossa da fremiti di insolita vitalità. Il Pil sta tornando a crescere? Sta calando la pressione fiscale? Scende la disoccupazione? Riaprono i battenti le aziende? No, molto meglio, hanno eletto quale nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quello del “mattarellum”, quello che, di più ex-post-neo-democristiano non poteva esserci. Uno che, a vederlo lì, sembra essere uscito dal museo delle cere di Madam Tussaud’s per darsi una sgranchita alle gambe, dopo decenni di sussiegosa lettura e meditazione su quelle Sacre Scritture di quella Costituzione che forse, in cuor suo, non cambierebbe mai di una sola virgola. Oh per carità! Non vogliamo farci tacciare di un quanto mai inutile sfascismo, né di gratuita dissacrazione di una figura istituzionale. Le persone vanno messe alla prova e giudicate per i fatti e per null’altro e, di sicuro, vanno apprezzate le parole del discorso del neoeletto presidente, contro la criminalità organizzata. C’è qualcosa però che, negli esordi di questo nuovo settennato non ci convince. Sembra che, appena eletto, il neo presidente abbia voluto sottolineare la propria stretta assonanza ideale ad una certa retorica antifascista, recandosi immediatamente al sacrario delle Fosse Ardeatine e dopodiché, parlando in Parlamento delle vittime del terrorismo, facendo il nome del piccolo Tachè, un bambino romano di fede israelitica, unica vittima innocente, nel lontano 1982 di un attacco terroristico davanti alla sinagoga di Roma, di cui nessuno ha pagato il fio. Nel ricordare, però, certi fatti esecrabili e dolorosi, (ma sempre più lontani nel tempo) sembra quasi si abbia voluto glissare sul fatto che, durante l’estate dell’anno appena trascorso, sull’altra sponda del Mediterraneo, nel nome di una belluina rappresaglia bellica, a fronte di una trentina di morti, lo stato israeliano ha massacrato duemila e passa palestinesi, tra cui molti, troppi bambini e donne innocenti, con letali bombe al fosforo ed altri simili orrori. Senza contare l’impressionante numero di feriti e mutilati in modo orrendo, tra cui, come sempre, a farla da padrone sono un’ impressionante numero di donne e bambini. Né sembra si parli più dei bambini morti in Siria, Iraq e Libia, grazie a guerre e guerricciole scatenate anche con il consenso della nostra piagnonesca Repubblica. E perché, erano forse meglio le bombe all’uranio arricchito sganciate sulla popolazione serba? E le decine di nostri ragazzi in divisa, vittime di quello stesso uranio arricchito made in Nato e di fronte al cui dramma, i vari governi buonisti di centro sinistra (ma anche centro destra, per carità…) hanno mantenuto un ignobile silenzio? E perché, sono forse meno pesanti i morti innocenti ed i silenzi di stato, sulle vittime delle stragi della stagione degli anni di piombo? D’altronde, di cosa dobbiamo meravigliarci, questa è l’Italietta dei Renzi, dei Berlusconi e compagnia bella. E’ l’Italietta delle bugie sulla crescita, con una pressione fiscale ed un tasso di disoccupazione tra i più alti d’Occidente, accompagnata da un indebitamento pubblico fuori controllo ed a cui fanno da contraltare delle dissennate politiche di taglio di spesa e privatizzazione. Un paese il cui patrimonio imprenditoriale è oggi letteralmente in svendita nelle rapaci mani di acquirenti stranieri ed il cui territorio è letteralmente invaso da orde di stranieri che, con il beneplacito del potere politico, con la scusa della cosiddetta “immigrazione” contribuiscono al crescente degrado umano, politico e sociale del nostro disgraziato paese. E’ questa, dunque, l’Italietta di Mattarella, con una mano belle parole su crescita, speranza “riforme”, con l’altra ci si tagliano volgarmente gli attributi, decretando sanzioni contro uno tra i nostri più importanti partner economici, la Federazione Russa di Putin, per appoggiare la “rivolta” dei papponi e dei faccendieri targati Kiev. A dare il colpo finale ci pensa però il nostro caro premier, con il conclamato intento di rimanere alla guida di un governo non eletto dal Popolo, pensate un po’, sino al 2018! E questo per realizzare quel bel pacchetto di “riforme” che, riducendo sensibilmente il numero dei parlamentari, farà della Camera dei Deputati, un organo decisionale riservato a pochi eletti, chiaramente graditi ai poteri forti, mentre il Senato, non si capisce bene se assurgerà al ruolo di micro parlamentino, svuotato di qualsiasi potere decisionale; il tutto alla faccia della partecipazione e della dialettica democratica. A questo punto, il quadretto familiare è completo: nella splendida cornice di un Paese-Ostello, oramai alla deriva, avremo un Presidente messo lì con l’improbo compito di fare da nonno alle continue marachelle di un Pierino-Renzi, sempre più scatenato nelle proprie iperboliche smanie di una gloria dietro alla quale, ahimè, sempre più sembrano intravedersi solo tante, troppe parole alle quali non corrispondono fatti positivi. Anzi. Pertanto, sempre con l’intento di non voler sembrare sfascisti ad ogni costo, vorremmo auspicare da parte di questo settennato appena agli inizi, quelle coraggiose ed anticonformistiche prese di posizione in materia politica, economica e sociale che, già fatte proprie da chi scrive ed altri ancora, rappresentano oggidì l’unica possibile alternativa, in grado di far cambiare la già troppo compromessa rotta, ad un paese compromesso da decenni di politiche di codino asservimento ai diktat dei poteri forti. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23694#sthash.OMq9PgvR.dpuf

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