Grecia: il più fulgido esempio di come una moneta può ridurre un popolo alla fame

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Grecia: il più fulgido esempio di come una moneta può ridurre un popolo alla fame

E’ vero che la Grecia è in una situazione disperata, è vero che se non arriveranno altri aiuti dai Paesi dell’eurozona un intero popolo sarà ridotto alla fame, ma non c’è alternativa.

Ci si chiede, quindi, perché continuare con questo accanimento terapeutico? Se, come ci dicono da Bruxelles e Francoforte, oggi la situazione per tutti gli altri Paesi della zona euro è “blindata” e non ci sono rischi di contagio, perché non si vuole tagliare questo cordone ombelicale e chiudere l’esperienza della Grecia all’interno della moneta unica?

La risposta è semplice, anzi banale! Perché se anche nell’immediato gli altri Paesi periferici potrebbero (con l’aiuto della Bce) reggere l’urto della fuoriuscita, la fame alla quale sarebbe ridotto il Paese ellenico sarebbe il più fulgido esempio della catastrofe economica, sociale e culturale dovuta all’imposizione di una moneta non nazionale.

E quindi sarebbe chiaro a tutti, tranne che agli ideologi, quelli non lo ammetteranno mai, nemmeno sotto tortura, che un popolo al quale viene imposto l’uso di una moneta più forte rispetto alla propria economia, è inevitabilmente condannato alla miseria.

I greci, prima dell’introduzione dell’euro non erano ricchi, ma vivacchiavano in modo “quasi” decoroso, poi è stato il diluvio. Se avessero mantenuto la dracma non sarebbero certamente diventati un Paese virtuoso, ma avrebbero continuato a vivacchiare, senza perdere la dignità.

Ciò che sto sostenendo non è una “teoria economica”, anzi, non è neppure una “teoria”, è solo quello che una qualsiasi persona dotata di buon senso e non ideologizzata può riscontrare guardandosi intorno.

Lasciate perdere i dibattiti pseudo-economici che servono solo per annebbiare le idee alla gente, siate la “casalinga di Voghera” molto più dotata di buon senso della stragrande maggioranza delle persone che sentite parlare alla televisione.

Ciò che ognuno di noi ha davanti agli occhi non è un quadro astratto che non riusciamo a comprendere se non con l’aiuto si un critico d’arte, ciò che ognuno di noi ha davanti a sé é un panorama della natura, non servono esperti, è lì e non ha bisogno di essere interpretato.

Giancarlo Marcotti

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