Ecco come funzionerebbe la Conferenza Europea sul Debito proposta dalla Grecia ( 3)

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Ecco come funzionerebbe la Conferenza Europea sul Debito proposta dalla Grecia ( 3)

Una conferenza sul debito nel 2015

Una nuova conferenza europea sul debito che adottasse i principii dell'accordo del 1953 sarebbe ben diversa. Come tutti sanno, o dovrebbero sapere, la crisi del debito in Grecia, Irlanda, Portogallo, ecc. è stata il risultato del crollo del sistema finanziario privato transatlantico. I cosiddetti aiuti a questi paesi da parte dei governi europei erano in realtà aiuti al sistema bancario. Solo il 10% dei 240 miliardi di Euro di prestiti ricevuti dal governo greco negli ultimi cinque anni è stato speso in Grecia, l'altro 90% è andato direttamente alle banche creditrici europee. Alla Grecia è stato negato anche un prestito tradizionale in stile Fondo Monetario Internazionale, in cui può essere ripagata solo una porzione del debito, perché anche la minima sforbiciata al debito avrebbe un impatto disastroso sulle banche tedesche, francesi, britanniche e di altre nazioni che detengono gran parte del debito greco. Lo stesso vale per Irlanda, Portogallo e Cipro. In Spagna, sono state rifinanziate direttamente le banche.

Le banche continuano ad essere in bancarotta, con 2-2,5 migliaia di miliardi di sofferenze. Si tratta di una stima al ribasso, che non include le svariate migliaia di miliardi di euro di esposizione in scommesse in derivati.

Dunque, il primo punto all'ordine del giorno dovrà essere una riforma in stile Glass-Steagall, per porre fine al sistema bancario da gioco d'azzardo del "too big to fail”, adottando la netta separazione tra banche ordinarie (commerciali) e banche d'affari. Nel separare le banche, andranno separati anche gli attivi. Lo stato garantirà, e metterà nelle banche ordinarie, solo i risparmi, i titoli di stato ed i crediti legati all'economia reale, la perdita dei quali avrebbe un effetto deleterio sull'economia, e opererà con un regime di disposizioni che proibisca a tali banche di speculare sui mercati.

I titoli speculativi delle banche d'affari saranno esaminati per stabilire quali siano legittimi e quali debbano essere cancellati. Questo condurrà naturalmente ad un drammatico ridimensionamento di tali banche. Molte non sopravviveranno alla riforma.

La conferenza dovrà ristabilire il potere sovrano delle istituzioni nazionali, come uniche autorità riconosciute col mandato politico e legale per attuare una riorganizzazione fallimentare del sistema bancario.

La conferenza non prevederà alcuno schema sovrannazionale mirante a salvare il sistema bancario a spese dei governi nazionali, e quindi a detrimento del bene comune. Essa offrirà la sede in cui risolvere i conflitti che possono emergere nel processo di decostruzione e separazione delle megabanche che operano oltre i confini nazionali.

Alla fine di questo processo, sarà ripristinato il regime delle Legge Glass-Steagall, entro il quale fu condotta la Conferenza sul Debito di Londra negli anni Cinquanta.

Creare una Banca Europea per gli Investimenti nelle Infrastrutture

Il secondo punto all'ordine del giorno sarà affrontare il problema del debito dello Stato senza l'isteria sul contagio e sul "far saltare il sistema”. La conferenza dovrà iniziare affrontando il tema del debito creato per i cosiddetti "prestiti di salvataggio”, che ricade sotto il Meccanismo Europeo di Stabilità Europea (MES), creato per emettere bond garantiti dai governi dell'Unione Europea (UE).

Tra questi bond ci sono i 245 miliardi di Euro alla Grecia, i 76,8 miliardi di Euro al Portogallo, i 68 miliardi all'Irlanda, i 41 miliardi alla Spagna e somme minori a Cipro, Ungheria, Lettonia e Romania. Il totale è 487,75 miliardi di Euro. Il MES è stato capitalizzato dai governi europei con 80 miliardi di capitale versato, inclusi 2,81 miliardi pagati dalla Grecia, ad esempio. Altri 700 miliardi sono stati sottoscritti dai governi, inclusa la Grecia per 20 miliardi, ma non versati. Saranno versati a richiesta. La quota italiana è di 125,4 miliardi.

Tenendo presente il fatto che l'accordo di Londra affrontò il debito nel suo insieme e definitivamente, ciò può essere fatto in vari modi. Si può adottare la modalità dell'accordo di Londra, cancellando il debito principale, riducendo l'interesse e collegando i pagamenti agli introiti dalle esportazioni.

In aggiunta, da parte di tutte le nazioni europee, sarà necessario nuovo credito per la crescita, finanziando il rinnovo e la creazione di moderne infrastrutture economiche, per aumentare la produttività e i salari in tutte le economie dell'UE. La Germania, ad esempio, ha registrato un totale netto negativo negli investimenti per le infrastrutture economiche negli ultimi dieci anni. Le principali banche europee non concedono prestiti né a questo scopo né ad altri scopi, sia alle imprese sia alle famiglie.

L'altra possibilità è prendere esempio da Alexander Hamilton, che utilizzò una parte del debito della Guerra Rivoluzionaria Americana, non rimborsato e parzialmente impagabile, come capitale per una Banca Nazionale. Nel caso attuale, invece d'esser cancellati, i bond potrebbero diventare il capitale di una nuova banca europea per lo sviluppo, che idealmente potrebbe disporre di un capitale di 500 miliardi di euro, ovvero il debito degli aiuti agli stati.

Il MES ha venduto gran parte del debito a istituti finanziari privati. Si potrebbe creare una nuova Banca Europea per il credito alle infrastrutture, o una nuova sezione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), creata 60 anni fa, al fine di finanziare investimenti nelle infrastrutture eurasiatiche. Chi detiene il debito, sia il MES sia gli istituti privati che hanno acquistato il debito dal MES, sarebbero invitati a investire tale debito nel capitale della nuova banca, o della nuova sezione della BEI, al valore nominale o al valore di mercato, come decidesse la conferenza delle nazioni.

Riceverebbero azioni preferenziali[1] con tassi di interesse superiori a quelli di mercato. Anche se il ripagamento dei titoli del debito sarà a lungo termine, il fatto che essi siano garantiti da tutti gli stati dell'Eurozona consentirebbe alla nuova banca di procurarsi capitale circolante sulla base di tali titoli. Cosa ugualmente importante, il MES riceverebbe il mandato di investire 25-50 miliardi di euro della sua riserva di capitale nel capitale a lungo termine della nuova banca o nella nuova sezione della BEI, e i governi europei potrebbero fare investimenti addizionali.

Anche gli Stati altamente indebitati vincolati agli aiuti, trasformati in capitale a lungo termine, potrebbero fare investimenti di capitale nella nuova banca.

La nuova banca potrebbe chiamarsi European Infrastructure Investment Bank (EIIB-BEII, Banca Europea per gli Investimenti nelle Infrastrutture). Potrebbe cooperare con la nuova banca asiatica Asian Infrastructure and Investment Bank (AIIB-BAII) per gli investimenti nelle infrastrutture e nei collegamenti eurasiatici.

Il governo cinese ha annunciato chiaramente che la sua politica è fare, e condividere, nuovi investimenti infrastrutturali al di fuori della Cina, tramite la nuova BAII, il Fondo per la Via della Seta, il Fondo per la Via Marittima della Seta, e le proprie banche di stato. La Cina sta già facendo tali investimenti in Europa cooperando con il Consiglio dei Governi dell'Europa Orientale e del Sud (CEE), che include la Grecia. La BEII sarebbe un partner naturale per gli investimenti diretti della Cina all'estero, aumentando la sua capacità di investire in nuove infrastrutture in tutta Europa.

Una nuova banca per lo sviluppo avrebbe un mandato forte per elargire crediti a progetti infrastrutturali che integrassero l'Europa nel Ponte Terrestre Mondiale, in cooperazione con le nazioni del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e altre nazioni loro alleate.

Molti di questi progetti vengono presentati nello studio dell'EIR "The New Silk Road Becomes the World Land-Bridge" e nel "Programma per un Miracolo Economico nell'Europa Meridionale, nel Mediterraneo e in Africa", pubblicato nel 2012, al culmine della crisi del debito europeo.

In termini di infrastrutture di trasporti, l'Europa ha un enorme deficit nelle ferrovie. In Europa orientale, il sistema ferroviario è un disastro. La Polonia, le Repubbliche Ceca e Slovacca, l'Ungheria e quasi tutti gli stati dei Balcani, hanno l'urgenza di ricostruire ed espandere la rete di trasporti ferroviari. Anche se l'Europa occidentale ha un sistema ferroviario ben sviluppato, non solo esso è deteriorato a causa dell'austerità, ma manca della capacità sufficiente al pieno trasporto delle merci, che in molti paesi, inclusa la Germania, può operare solo di notte essendo impossibile il trasporto di merci e passeggeri contemporaneamente.

La seconda priorità sarà il trasporto via acqua, col completamento del canale Senna-Nord Europa, che collegherà la Senna alla Schelda, facilitando la navigazione tra Parigi e i superporti di Anversa e Rotterdam. Altri progetti includono il Canale Danubio-Oder-Elba che collegherà il Danubio al Mare del Nord e al Mar Baltico, attraversando Repubblica Ceca, Germania e Polonia, e il Canale Danubio-Morava-Vardar/Axios-Mar Egeo per cui i cinesi hanno già stilato uno studio di fattibilità.

Un altro progetto sarà ricostruire il sistema di canali in Polonia, per collegare il Canale Mittelland tedesco al sistema di canali della Bielorussia, e la rete europea al Dnieper ed al Volga, consentendo la navigazione verso il Mar Nero e il Mar Caspio.

Con la creazione di una BEII, ciascun paese in Europa potrà creare una banca nazionale di sviluppo corrispondente che da questa riceverà crediti e, a sua volta, elargirà crediti alle imprese che realizzeranno tali progetti.

Queste istituzioni potranno collaborare anche con banche per lo sviluppo al di fuori dell'Europa, soprattutto la BAII creata l'anno scorso dalla Cina, e che ora coinvolge 22 paesi asiatici. In questo modo sarà possibile elargire credito per progetti, ad esempio in Cina, portati avanti da imprese europee, o progetti in Europa portati avanti da imprese cinesi. In effetti, Cina, Russia e altri paesi in Asia ed Africa potrebbero essere invitati ad entrare a far parte della stessa BEII.

La Cina si sta impegnando molto nei Balcani ed in Europa orientale. Ha affittato il terminal per container al porto greco del Pireo, in cui ha già investito centinaia di milioni di Euro, e sta già aiutando i paesi lungo il corridoio Pireo-Belgrado-Budapest a ricostruire ed estendere la loro rete ferroviaria. Alla fine dello scorso anno, la Cina ha tenuto un vertice con i 16 stati dell'Europa centrale ed orientale, in cui si discusse di questi e altri progetti

Di nuovo, bisogna tenere presente il principio dell'accordo di Londra dell'assenza di condizioni, incluse le misure di austerità o le finte "riforme strutturali” che sono un attacco diretto al lavoro e aprono il paese a una politica liberista che mina l'industria e l'agricoltura nazionali. È necessaria al contrario la costruzione di istituzioni che aumentino la capacità delle economie più deboli di portare a termine questi progetti. Quindi, la BEII diventerà una delle istituzioni primarie per integrare l'Europa nel Ponte Terrestre Mondiale e nel nuovo paradigma di progresso economico reso possibile dai BRICS e altre nazioni.

Fonte: www.movisol.org

di Dean Andromidas e Paul Gallagher

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