Dalle viscere della Terra - di Franzina Ancona

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Dalle viscere della Terra - di Franzina Ancona

Il viaggio inizia da lontano, nello spazio e nel tempo, una delle sue tappe è il Teatro Quirino di Roma, dove i Sonics vengono per condividere il sogno, dove vogliono narrare con il loro linguaggio cinetico, acrobatico e poetico di un mondo ultra umano e di un regno: Agharta. Agharta è il regno dell’invisibile, dell’ inaccessibile, è il territorio che custodisce i sogni, è il rifugio nel centro della terra, che fa l’occhiolino a Jules Verne, un mondo che raccoglie le forme e le rielabora come idee platoniche. Qui, gli uomini che vogliono liberarsi dalle modalità velenose del vivere consociato, invidie, gelosie, egoismo, ricerca di poteri più o meno leciti, si sono nascosti portando con sé il germe più profondo della propria umanità, deprivato da ogni concrezione negativa; ma per far ciò hanno dovuto abdicare alle emozioni, il veicolo più facile al dolor e alla gioia. Niente più risate, niente amori e passioni, né parole che scuotano la fissità tragica del nulla dei loro giorni tutti troppo uguali. Ma ora il tempo è giunto, il momento è propizio e Serafino, il mago, profeta, unico superstite dei terrestri di superficie, colui che custodisce la memoria della natura visibile, dopo avere raccolto gli uomini delle viscere della terra, spiega loro che bisogna sollevare il capo, che il vivere cieco non è degno dell’uomo sempre in cerca di luce e dei colori, in obbedienza alla scintilla divina che lo induce a guardare in alto verso i cieli aperti in cerca di quelle emozioni luminose che solo l’astro splendente e la luna e le sue stelle possono assicurare. Bisogna, dunque, prepararsi al grande viaggio. Perché è impossibile che tutto il buono sia scomparso completamente dalla Terra. Ma per farlo bisogna essere pronti al “Duum”, il balzo che spinge in alto, che fa uscir fuori dalle tenebre. “Duum” è il nome di questo secondo spettacolo della compagnia torinese dei Sonics, creato e diretto da Alessandro Pietrolini, su testi di Antonio Villella con gli effetti speciali poetici ed emozionanti di Monica Olivieri e Niki Casalboni e i bellissimi costumi di Ileana Prudente e Irene Chiarle. E’ un gioco inesausto di acrobazie aeree che sfidano ogni legge fisica, è la visualizzazione di strane costruzioni che sono piattaforma per la variabilità dei giochi coreutici, per lo sviluppo e l’ espressione di una creatività che non conosce ostacoli, nutrita da una poetica armonia dei corpi in movimento, cui basta il supporto di un drappo che scende dall’alto per reinventare una sintassi nuova dove non c’è spazio per le leggi di gravità. Allora si possono reinventare strani fiori o farfalle misteriose, le stesse che in compagnia del loro bruco animano la platea nel buio, rivestite da tutine color pastello, Questo fortunatissimo spettacolo, che i Sonics hanno già fatto conoscere in Scozia, Austria, Francia, Germania e Asia, dopo aver fatto una tappa lunga tutto il mese di agosto al Fringe Festival di Edimburgo, oggi con la sua visualità e l’ottima scelta delle musiche, rinnovato con una veste di grande effetto, utilizzando la tecnica del Matte Painting, ovvero la realizzazione di scenari videoproiettati che, insieme ad effetti speciali spettacolari, sanno creare grandi emozioni e coinvolgimento adrenalinico, viene a cogliere l’entusiasmo da stadio del pubblico romano. Peraltro, gli artisti giungono preceduti da una rinomanza che si appoggia alle loro partecipazioni televisive di grande successo. In Rai con “Si può fare” e a Canale 5 per “Tu si que vales”. La Compagnia è stata anche impegnata per l’inaugurazione dello stadio di calcio per gli Europei 2012 a Kiev. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23699#sthash.nZzGEkHs.dpuf

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