Dalle parole per Mina alla magia di un disco

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Dalle parole per Mina alla magia di un disco

Mina l'aveva capito tanto tempo fa. Che sotto la pelle di quel Valentino Alfano, che oggi ha 54 anni suonati, batteva il cuore di un artista. Ma ci sono voluti oltre tre decenni, perché il paroliere di diversi brani della cantante italiana decidesse che era il momento giusto. L'ora di incidere il suo primo album. "Mica male - ci scherza sopra il "debuttante" luganese - così presto avrò l'età giusta per fare concerti nelle case per anziani". Al di là delle battute, la musica per Alfano è da sempre una cosa dannatamente seria. Finora però era stata solo un meraviglioso hobby, cui dedicare i momenti liberi dal lavoro. Valentino, che è nato a Melide ma poi ha sempre vissuto a Lugano, può essere definito un cantautore operaio. Nella vita di tutti i giorni lo si può infatti incrociare, col suo cranio lucido che brilla sotto il sole, mentre si occupa della tecnica e della manutenzione del Lido e degli altri stabilimenti balneari cittadini.
Il suo, come detto, è un debutto particolare non solo per ragioni anagrafiche. Non è da tutti esordire con un disco dopo aver già scritto quattordici canzoni per la voce più bella d'Italia (tra cui brani come 'Devi dirmi di sì', 'Sensazioni' e 'Bigné'). Ricorda così il giorno in cui la tigre di Cremona ha posato lo sguardo magnetico su di lui: "Avevo un amico, Alessandro, che conosceva molto bene Massimiliano Pani (il figlio della cantante italiana, ndr), che era anche lui all'inizio della sua carriera. In fondo abbiamo iniziato insieme a lavorare per sua madre". Dall'amico che ne apprezza il talento e lo invita a lanciarsi, all'invito insperato a casa Mazzini. È l'occasione di una vita: "In un bar del centro di Lugano incontrai Massimiliano che mi disse: 'Dai vieni su da me così le fai ascoltare le tue canzoni'. Detto fatto".
Come passare direttamente dal campetto di paese allo stadio di San Siro. Un "debutto" da far tremare le gambe e togliere il fiato, "anche se allora, quasi trent'anni fa, incontrare un personaggio famoso era probabilmente molto più semplice di oggi". Tutto si svolse, più o meno, così: "C'era Mina sul divano e dopo le presentazioni, accompagnandomi con la chitarra, ho iniziato a cantare. Ricordo che non mi usciva la voce, ho iniziato a sudare. Era come se... avessi dovuto recitare il Padre nostro davanti al Papa senza sbagliare. Ma alla fine, per fortuna, andò tutto bene e mi disse che le mie canzoni le piacevano molto". Il frutto di questo provino superato fu l'inserimento di due suoi brani nell'album "Attila", il doppio disco del 1979 che ebbe un grande successo di vendite. "Sono un autodidatta, non ho studiato né musica né composizione, quella di comporre è una dote per così dire innata. Per cui fu necessario inquadrare con Massimiliano i testi dal profilo musicale". I titoli di Alfano che Mina inserì nell'album furono due, "Sensazioni" e "Vento". Poi negli anni la collaborazione proseguì, fino a superare la dozzina, con un ultimo pezzo composto attorno al 2005.
L'idea di lanciarsi con un prodotto in proprio, testo e voce, risale invece a circa due anni fa. "È stato un caso, perché non avevo mai pensato di cantare io stesso. A me piaceva scrivere e affidare le mie canzoni ad altri artisti. Alla fine però ho maturato la consapevolezza che questa non voglia era soprattutto dettata dalla paura di raccontare in prima persona certe emozioni e sensazioni che mi era più facile far interpretare da altri", spiega Alfano. "Poi, un giorno, mi sono detto, dai proviamo. In questa decisione sono stato aiutato da Vic Vergeat, il famoso chitarrista, che mi telefonò proponendomi di scrivere dei pezzi per il mercato italiano. Strada facendo, mi ha fatto notare che avevo una voce interessante". Dal "non hai mai pensato di cantare?" al ritrovarsi in sala d'incisione il cammino è stato breve. Ci sono stati i provini incisi a Verbania nello studio di Alessandro Gallo, che tra l'altro è stato pure chitarrista in parecchi dischi di Mina. Sia Vergeat, che ha curato la produzione artistica, sia Gallo hanno pure suonato in tutti i brani dell'album (che conta pure sul contributo di musicisti come Omar Hakim e Mel Collins). "Non è stato facile - dice Alfano - perché all'inizio non ero mai convinto di ciò che facevo. Ero insoddisfatto della mia voce... È stato come andare all'avventura". Superato pure ostacolo del produttore: Lorenzo Vanini ha creduto nel disco, che è stato intitolato "2 Foto" e, coi suoi 13 brani, si può già ora acquistare nei negozi e su iTunes.
Un progetto curato dunque professionisti, ma sincero, come lo sono tutti gli esordienti. Un disco che ha preso forma tra le pause di lavoro, come fa notare lo stesso Alfano: "Ho iniziato in studio di registrazione circa un anno e mezzo fa e ho anche utilizzato le mie vacanze per ultimarlo". Quale ispirazione invece valgono le suggestioni di ogni giorno, magari raccolte anche tra i clienti della piscina, oppure per le canzoni d'amore, la presenza di sua moglie Nanette, la sua musa. Ma una cosa ci tiene a dirla: "Parlo un po' di tutto. Però i miei testi non sono mai 'buttati lì' tanto per trovare una rima. Anche se poi capisco benissimo che il messaggio lanciato dall'autore alla fine viene recepito dall'ascoltatore attraverso la lente delle proprie esperienze di vita. Lo stesso succede con la poesie, sta a chi legge cogliervi le diverse emozioni. Perciò non mi piace spiegare i miei pezzi". Incuriosisce invece la dedica dell'album a Steve Lee (lo scomparso leader dei Gotthard) e al "Gila": "Con Steve eravamo amici e abbiamo iniziato a suonare assieme. Il 'Gila' era un collega con un grande talento artistico che non è bastato a salvarlo".
di Stefano Pianca
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@StefanoPianca

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