Cina allenta politica monetaria e c'è chi grida "svalutazione"

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Cina allenta politica monetaria e c'è chi grida "svalutazione"

La Cina ha annunciato un nuovo ammorbidimento della politica monetaria, leva con cui da alcuni mesi sta cercando di contrastare il rallentamento della crescita economica.

La Banca centrale ha deciso di diminuire di 50 punti base il livello dei depositi prudenziali obbligatori cui si devono attenere le banche commerciali, al 19,50 per cento degli impieghi. Una misura che sib tradurràò con un maggior afflusso di liquidità nell'economia. Ma secondo alcuni osservatori la manovra va ben oltre questi obiettivi: a detta di John hardy, direttore della strategia sui cambi valutari per Saxo Bank, finanziaria specializzata sul trading online, si tratta di un chiaro segnale di una imminente svalutazione dello yuan da parte dei cinesi. I cambi dello yuan si muovono in una banda rigorosamente controllata da Pechino. A partire dallo scorso novembre la valuta cinese ha inziato a perdere terreno e il dollaro è salito fino ad un recente picco oltre quota 6,26 yuan. Nel pomeriggio il dollaro segna una limatura a 6,2463 yuan. "Il mondo dovrà prepararsi alla battaglia per le conseguenze della svalutazione dello yuan - ha affermato in una nota di analisi -. Si scatenerà una nuova ondata di forze deflazionistiche sul mondo e ulteriore stress in un sistema monetario già traballante". Secondo Hardy potrebbe perfino verificarsi una nuova fine del sistema monetario, come quella accaduta nel 1971 con l'abbandono degli accordi di Bretton Woods. "L'Asia e la Cina avranno bisogno di rafforzarsi con un nuovo modello economico post mercantilista, anche se stanno cercando di spostare indietro le lancette dell'orologio con una svalutazione, nel disperato tentativo di tirarsi fuori dall'implosione della bolla del credito".

Post: Jules Previ

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