Borse: a quando l’esplosione?

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Borse: a quando l’esplosione?

E’ solo da capire quando, ma l’esplosione ci sarà e probabilmente sarà devastante, non può essere altrimenti, non c’è via d’uscita. Quello che stiamo vivendo è il momento in cui i grandi investitori cercano di fare i maggiori profitti per “attrarre” il parco buoi, dar loro il cerino acceso e … scappare a gambe levate dal mercato.

Le Banche Centrali hanno bilanci spaventosi ed hanno in mano gran parte del debito pubblico dei loro Paesi, il mercato obbligazionario è compresso al punto tale che sta soffocando e quello che può apparire come la valvola di sfogo, cioè il mercato azionario, si è di conseguenza gonfiato al punto tale che quando scoppierà produrrà un boato inimmaginabile.

Vie d’uscita non ce ne sono.

Si può cercare solo di limitare i danni. Tutti gli investitori istituzionali sanno ciò che può accadere, ed ovviamente ritengono che un minuto prima dell’esplosione riusciranno a mettersi in salvo.

Qualcuno ce la farà, qualcun altro … invece … inevitabilmente …

E’ nella logica delle cose, saranno pochi quelli che si salveranno, nascondetevi pure dietro a un muro, ma se una bomba esplode nelle vicinanze non riuscirete a salvarvi.

Alcuni mi domandano: perché sarà così devastante?

E’ una domanda alla quale è semplice dare una risposta. Perché chi potrebbe darvi una “protezione”, ossia l’apparato pubblico, si è già svenato, in pratica non ha più mezzi per sostenere l’economia che quindi collasserebbe.

Il risultato, in termini di distruzione della ricchezza, può essere raffrontato a quello di una terza guerra mondiale. Quindi occorrerebbe ripartire da zero ed auspicabilmente cercare di evitare gli errori che hanno portato ad un tale sfacelo. Personalmente ne dubito, proprio per questa incapacità cronica delle democrazie, in ambito politico, di premiare i migliori.

Insomma ho dipinto un quadro davvero fosco, mi sembra però di essere stato solo intellettualmente onesto, voglio però concludere comunque con un messaggio positivo ricordando il celeberrimo (ed estremamente vero) aforisma di Friedrich Nietzsche:

Quello che non mi uccide, mi fortifica.

Giancarlo Marcotti

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