Basta un click per sapere quanto ci resta ( forse) da vivere

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Basta un click per sapere quanto ci resta ( forse) da vivere

Scusate se vi saluto con un certo anticipo, ma mi hanno fissato un appuntamento inderogabile: quello con la mia morte. La data prevista è il 10 dicembre del 2037, un giovedì, non è dato sapere se mattina, pomeriggio o sera, ma non importa, non credo di avere altri impegni quel giorno. Comunque c'è ancora tempo. Beh... neanche poi così tanto, a pensarci bene.
Non sono superstizioso, ma forse non avrei dovuto curiosare sul sito population.io, una realizzazione del World Population Project della Banca Mondiale che - con un algoritmo puramente matematico-statistico - che è in grado di prevedere la data della morte di chiunque inserisca i propri dati. Intendiamoci, non è che il web ha preso il posto delle Parche, le Moire della mitologia greca che nell'Ade stabilivano il destino degli uomini. Cloto, Lachesi ed Atropo. Alla prima il compito di filare il filo della vita, alla seconda quello di dispensarne i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata, e all'inesorabile terza spettava il taglio del filo della vita al momento stabilito. Fortunatamente le decisioni dell'algoritmo non sono immutabili, come quelle delle Parche, che neppure gli dèi potevano cambiare.
Elaborata da un pool di esperti (dietro al progetto ci sono Wolfgang Fengler, con K.C. Samir e Benedikt Gross, il Development Data Group della Banca mondiale Bank e l'International Institute for Applied Systems Analysis), la piattaforma lavora solo ed esclusivamente sull'aspettativa di vita, che può essere derminata da molti fattori. E per quanto basato su sofisticate interpolazioni matematiche e statistiche, population.io ne prende in esame solo tre: l'età attuale, il genere e il Paese di nascita o residenza. Va da sé che, a livello demografico, siamo in grado di prevedere molte cose. Come il fatto che, tendenzialmente, nel giro di mezzo secolo metà della popolazione dell'intero continente sarà extra-europea, nel senso di origine africana. Ma l'aspettativa di vita resta comunque plasmabile da non pochi sviluppi futuri, alcuni dei quali totalmente imprevisti e imprevedibili.
L'enorme database, in ogni modo, è in grado di fornirci informazioni utilissime. Ad esempio non sapevo di essere (in questo momento) il cittadino vivente del pianeta numero 6.497.879.563. E ho accolto con sgomento, nonostante il mio aspetto giovanile, la notizia che quasi il novanta per cento della popolazione mondiale è più giovane di me. Non solo. Ho anche scoperto che festeggio il compleanno con altre 167.493 persone, e 6.978 di queste non si sono accontentate di nascere nel mio stesso giorno, mese e anno, ma anche alla stessa ora. E ho pure saputo, sempre sul sito, che i miei "gemelli separati dalla nascita" sono sparsi tra India, Arabia Saudita, Papua Nuova Guinea, Qatar.
Senza ricorrere a gesti scaramantici chiunque può provare l'ebbrezza si sapere il giorno della propria morte. Occorre ovviamente dire, per chi intenda provare il responso dell'algoritmo che fissa l'appuntamento con la Grande Mietitrice, che non solo occorre una buona dose di spirito, ma anche la consapevolezza che queste elaborazioni non tengono conto del nostro stile di vita, del modo in cui mangiamo, se e quanto beviamo, fumiamo o ci concediamo altri vizi. Come ignorano completamente le malattie, pregresse o future, e tantomeno eventuali eventi traumatici improvvisi. Il computer non tiene conto delle statistiche sugli incidenti stradali e - ahimé - di mille altre insidie.
È pur sempre vero, però, che salvo imprevisti la letale "profezia" ha basi scientifiche. Il complesso algoritmo, infatti, utilizza i dati demografici dell'Onu, pubblicati nei World Population Prospects che vengono aggiornati mediamente ogni anno e ricalibrati ad ogni lustro. Nel nostro caso le stime delle precedenti aspettative di vita spaziano dal 1950 al 2010, e la media della proiezione della popolazione si spinge fino al 2100. Il tutto incrociando per duecento Paesi la distribuzione demografica giornaliera nel mondo. Insomma, il sito si premura di ricordare che "non ha alcuna responsabilità nell'accuratezza dei dati". Sulla data della vostra morte, indicata in un giorno preciso , quindi non prendetevela con loro. E neanche con l'autore di questo articolo.
Di Ezio Rocchi Balbi
erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi

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