Archeologia dimenticata, anzi vietata

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Archeologia dimenticata, anzi vietata

Certa ortodossia archeologica. Mi piace perché, non sapendo più a chi ed a che cosa votarsi, nega ormai l’evidenza, in una sorta di suicidio dialettico a cui appassionate ed appassionati assistono a volte sorridendo, a volte ridendo ed a volte sghignazzando fragorosamente.

Ma come si fa a parlare di mancanza di prove archeologiche, di mancanza di solide basi di ricerca, di mancanza di riscontri , quando, a fronte di centinaia e centinaia di immagini, immagini satellitari, foto, riscontri e quant’altro, certa ortodossia (che vorrebbe tanto essere “alla moda”) non sa più letteralmente che pesci prendere, cercando di dettare regole comportamentali ad una platea inesistente, intenta ormai ad osservare e discutere da tempo fatti, non chiacchiere.

Non affronterei l’argomento, che francamente ormai fa anche una certa tenerezza, se non ci fosseroappassionate ed appassionati che invece ci tengono, e molto.

E va bene : senza clamore, i fatti, per l’ennesima volta :

-Oltre 1.000 ( ormai quasi 1.500) piramidi Cinesi, ignote all’ortodossia che continua a difendere Cheopee gli scalpellini faraonici. Eppure ci sono.

-Linee planetarie non certo casuali, ignorate dall’ortodossia che continua a difendere il suddetto. Eppure ci sono.

-Un sito come Puma Punku non edificabile senza strumentazioni altamente tecnologiche ,ignorato dall’ortodossia. Eppure c’è.

-Modifiche biogenetiche ignote, in un passato lontanissimo sui vegetali (soprattutto il mais o granturco, tra gli altri) ignorate dall’ortodossia, sebbene i campi in cui ciò è avvenuto siano stati replicati nel Novecento, ed anche qui l’Ortodossia tace tranquillamente. Eppure ci sono.

-Fogli di mica, materiale isolante ad alte temperature, reperito in fogli difficilmente riproducibili anche oggi (Teotihuacan), cosa che ovviamente l’Ortodossia ignora. Eppure ci sono.

-Prove evidenti di uso dell’elettricità e della illuminazione elettrica ( copiate dalla nostra tecnologia) ovviamente ignorate. Eppure ci sono.

-Un sito sulle Ande Boliviane, a forma di cerchi concentrici, ( Cerchi di Columa) enorme, di cui l’ortodossia tace l’esistenza non sapendolo spiegare, e che ricade nella casistica dei Campi Gamma replicati nel Novecento. Eppure c’è.

Ora, se tutto questo viene ignorato dall’ortodossia non è colpa di appassionate ed appassionati ( che, come dico sempre, non sono cretini), ma di chi non ha l’onestà intellettuale non dico di “darmi e/o darci ragione”, ma di affrontare gli argomenti, nel merito, il che è ben diverso.

Se poi si fa finta di non comprendere siamo in altre discipline, non nell’archeologia: retorica pura, pantomima, eccetera.

Ma c’è di più. Ancora ? Sì.

Esiste un sito, sempre a Teotihuacan, a mille metri circa di distanza dalla poderosa Piramide del Sole, di cui non esiste una sola immagine, assolutamente nulla. E’ talmente vietato ed interdetto, che di esso non solo non si parla, ma non se ne conosce neanche l’esistenza.

Nella immagine che allego, risalente a parecchie decine di anni fa ( 1878 circa ) , si scorge sulla destra dell’immagine, al centro, una sorta di collinetta. Ebbene, con molta probabilità si tratta proprio di parte della Piramide della Mica, o Tempio della Mica, o Piramide degli Specchi o Tempio degli Specchi.

Collegato sotto terra con la Piramide del Sole da tubature di cui ormai non viene più neanche negata l’esistenza, questo luogo (chiuso da pesanti cancelli) è interdetto completamente e purtroppo non è neanche chiaramente visibile dall’alto , (ricerca di mappa), in quanto interrato..

Ho avuto la fortuna di raccogliere la testimonianza di un tale del luogo, tramite un famoso archeologo Tedesco ( di cui devo ovviamente tacere il nome) che riferisco: chiaramente in questo caso non ho riscontri, e quindi riporto il tutto come mero parere personale. Non dategli, se volete, alcun valore : lo comprendo bene, ma tenete solo presente che le tubature sotterranee che collegano tale sito, vietatissimo, alla Piramide del Sole di Teotihuacan sono una realtà accertata ed acclarata.

Cito la testimonianza, tradotta in Italiano : ” Ho visto materiale riflettente dappertutto, abbagliante, abbacinante. Non so se fossero specchi o materiale estremamente levigato. Certamente non era una tomba, ma qualcosa di assolutamente incomprensibile”.

Non faccio commenti. Il sito è chiuso. Da sempre. Ho inoltrato richieste di ogni genere. Nulla da fare. E’ l’unico sito archeologico del Pianeta di cui non esista neanche una immagine. Questi sono fatti. Le chiacchiere le lasciamo a chi nel merito non ci vuole, o non ci sa, o non ci deve entrare.

Di Fabio Garuti

http://blog.libero.it/MISTERIES/view.php?id=MISTERIES&pag=5&gg=0&mm=0

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