Oggetti indispensabili destinati a scomparire - di Ezio Rocchi Balbi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Oggetti indispensabili destinati a scomparire - di Ezio Rocchi Balbi

Prepariamoci a depennare almeno una decina d'oggetti che, fino ad oggi, ci sembravano necessari, indispensabili, insostituibili. Per quanto utilissimi, nel giro di una decina d'anni saranno da buttare via. Abbiamo riempito pagine elencando tutti gli oggetti che hanno accompagnato buona parte della nostra vita e che sono stati progressivamente riposti metaforicamente in soffitta. Dal videoregistratore all'agenda, dalle cartine autostradali alla macchina da scrivere, il telefax, la segreteria telefonica... Nella maggior parte dei casi è bastato l'avvento e l'egemonia degli smartphone per cancellarne l'uso. Ma chi di tecnologia ferisce di tecnologia perisce, e anche il videofonino - a quanto pare - ha i giorni contati. Ma a sentire il futurologo Roberto Vacca, autore del bestseller "Dio e il computer", anche il pc domestico non sembra avere un futuro radioso. E poco importa se oggi ci sono al mondo 1,7 miliardi di personal computer connessi al web, due miliardi di smartphone attivi. Questo concentrato ipertecnologico, semmai, serve ad alimentare un mercato dell'effimero sempre più virtuale, che non si limita agli occhiali e alla tv. All'ultima fiera della tecnologia di Las Vegas, il Consumer Electronics Show, ad esempio, hanno esordito tutta una serie di oggetti che - prima ancora di diventare d'uso comune - sono destinati ad essere a loro volta rimpiazzati da altre bizzarre innovazioni. Come il vaso che innaffia la pianta da solo, i pedali che lanciano l'allarme se ci stanno rubando la bici, e tanti altri esempi di domotica e robotica che rientrano nel mondo dell'internet delle cose.
In fondo possiamo considerarli dei gadget, la loro evoluzione, declino e scomparsa resta legata sì al diffondersi dell'uso, ma soprattutto a mode, tendenze e stili di vita. Gli oggetti indispensabili che, invece, ci prepariamo a gettare sono quelli universalmente riconosciuti come "intoccabili". Parliamo di pietre miliari della nostra esistenza, come l'automobile, i soldi, i biglietti d'ingresso, di viaggio, tessere e tesserine varie che ci danno accesso alle più svariate tipologie di servizi. Ma anche le stesse chiavi. Per tacere dei libri, delle librerie destinate ad ospitarli. E ha dell'incredibile che proprio mentre gli e-book, i libri elettronici, stanno accelerando il loro processo di sostituzione dei "fratelli" cartacei, il gigante dell'editoria commerciale online, Amazon, abbia già collaudato un sistema di spedizione automatico affidato ai fantascientifici droni.
Se è vero che le parole d'ordine di questo inizio di Terzo millennio sono mobilità e velocità, forse gli stili di vita e i mille congegni tecnologici che li condizionano stanno correndo fin troppo velocemente. Al punto di superare, a volte, l'immaginazione più sfrenata. Certi oggetti sono così innovativi e sorprendenti che non si può neanche mostrare un po' di scetticismo, bollandoli con un "roba da fantascienza". Anzi, basta passare in rassegna i film di fantascienza degli ultimi decenni, magari quelli più famosi che ambientavano le loro storie in un futuro prossimo che corrisponde al nostro oggi, per constatare che la realtà ha spesso superato la fantasia. Cose stupefacenti allora, viste come banali se non superate ora.
Con qualche eccezione, come il millenario ombrello. Meglio non inserirlo negli oggetti da buttare. "Blade Runner" di Ridley Scott, ambientato a Los Angeles nel novembre del 2019, di previsioni realistiche non ne ha azzeccate una, ma gli ombrelli vanno ancora per la maggiore pure tra i replicanti.
Fonte: www.caffe.ch
erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi

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